Gesù è venuto nel mondo per rivelarci il volto d’Amore di nostro Papà:
“Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, Lui lo ha rivelato” (Giovanni 1,18).
Egli ci indica la via regale della Salvezza:

Giovanni 15,9-12: “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore… Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, COME io vi ho amati.”

Giovanni 14,23: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.”

E Giovanni insiste:

1 Giovanni 4,7-8: “Carissimi, amiamoci gli uni gli altri… Dio è amore.”

Il profeta Maometto conferma questa Realtà eterna dicendo:

Corano XI; Hud 92: “Implorate il perdono del vostro Signore, poi rivolgetevi pentiti a Lui. Il mio Signore è veramente Misericordioso e pieno di tenero amore (Wadoud).”

Corano XIX, Maria 96: “A coloro che credono e operano il bene, il Misericordioso accorderà il Suo tenero amore (woudd).”

Nostro Padre non è solamente Amore, è tenero Amore.
Durante tutta la sua vita, Gesù ci ha rivelato il volto d’Amore del Padre, ma ci ha anche rivelato il suo volto di Giustizia:

Matteo 6,33: “Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia e tutto il resto vi sarà donato in aggiunta.”

Luca 11,42: “Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima della menta, della ruta e di ogni erbaggio e poi trasgredite la giustizia e l’amore di Dio. Queste cose bisognava curare senza trascurare le altre.”

E Zaccaria sotto l’ispirazione dello Spirito Santo loda Dio dicendo:

Luca 1,72-75: “Così egli ha concesso misericordia ai nostri Padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro Padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.”

E il profeta Maometto ci mette anche in guardia:

Corano XI; Hud, 115: “Non vi appoggiate su quelli che operano iniquamente, affinché il Fuoco non vi colpisca, poiché voi non avete alcun patrono all’infuori di Dio, né sarete aiutati.”

E ci rivela il volto di Giustizia di nostro Padre:

Corano XXIV; La Luce 25: “In quel giorno, Dio pagherà loro ciò che è giustamente dovuto e allora sapranno che Dio è la giustizia stessa.”

L’amore e la giustizia sono indissociabili. Non si può amare senza praticare la giustizia. Un amore dove la giustizia è assente non è amore. È un’illusione d’amore.

Antico Testamento

Già nell’Antico Testamento nostro Padre ci indicava questa via:

Michea 6,8: “Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te: praticare la giustizia, amare con tenerezza e camminare umilmente con il tuo Dio.”

E Isaia profetizza la venuta del Messia in questi termini:

Isaia 9,5-6: “Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità… grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul regno che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e sempre; questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.”

Il Salmista parlando profeticamente del Messia proclama:

Salmo 45,4-8: “Cingi, prode, la spada al tuo fianco… avanza per la verità, la mitezza e la giustizia… è Scettro giusto lo scettro del tuo regno. Ami la giustizia e l’empietà detesti…”

Il diritto e la giustizia sono il fondamento del Regno di nostro Padre. Questo spirito di giustizia deve caratterizzare anche i veri fedeli di Dio alla fine dei tempi. Questo fa parte della Restaurazione Universale secondo lo Spirito di nostro Padre.

Isaia 28,5-6: “In quel giorno sarà il Signore degli eserciti una corona di gloria, uno splendido diadema, per il resto del suo popolo, uno spirito di giustizia per chi deve rendere giustizia, forza per chi respinge l’assalto alla porta.”

Questa giustizia che noi dobbiamo rendere ha due dimensioni: la dimensione spirituale e la dimensione umana, che sono indissolubili.

Dimensione spirituale

La dimensione spirituale della giustizia consiste nel credere in Gesù, poiché Egli è il Messia inviato da Dio.
Gesù dice a questo proposito:

Giovanni 16,8-11: “Quando Egli sarà venuto (lo Spirito Santo), egli confonderà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio… alla giustizia, perché vado dal Padre e non mi vedrete più …”

La Giustizia spirituale, dunque, è credere che Gesù sia il Messia e che Egli sia glorioso presso il Padre. È per questo che Paolo dice:

1 Corinzi 12,3: “…Nessuno può dire “Gesù è il Signore” se non sotto l’azione dello Spirito Santo.”

È il primo criterio di Resurrezione che caratterizza i 1000 anni simbolici dell’Apocalisse (Apocalisse 20,4-5). Dopo l’apparizione della Bestia nel 1948 i 1000 anni sono trascorsi e c’è un secondo criterio di Giustizia spirituale che è quello di credere che la Bestia dell’Apocalisse sia Israele. Il libro “aperto” dell’Apocalisse dal 1970 rivela questa nuova “misura” di Giustizia spirituale che permette di misurare il nuovo tempio di Dio (Apocalisse 11,1).

Questa nuova “misura” di Giustizia ha permesso a molti “morti” di resuscitare. Questi sono tutti coloro che si sono impegnati contro la Bestia, contro la sua ingiustizia e che hanno versato il loro sangue per questa santa Causa. Il sangue versato per la giustizia ha per loro valore di battesimo (l’acqua cambiata in sangue: Apocalisse 11,6) e vale loro una corona in Cielo. Essi partecipano, in questo modo, alla prima Resurrezione.

Dopo la caduta della Bestia molti resusciteranno in spirito e prenderanno parte a questa prima Resurrezione, poiché realizzeranno chi era la Bestia e verseranno lacrime di pentimento per la loro salvezza (Apocalisse 1,7). Sono questi i morti “che non torneranno in vita fino al compimento dei mille anni” (Apocalisse 20,5).

Così questi due criteri di giudizio e di giustizia delimitano i 1000 anni. Dopo questi mille anni, molti provenienti da “ogni nazione, razza, popolo e lingua” (Apocalisse 7,9) ritorneranno alla vera fede, poiché essi avranno resistito alla Bestia e non si saranno contaminati con la “Prostituta famosa” (Apocalisse 17,1). Essi comprenderanno che il loro impegno avrà contribuito al Trionfo di nostro Padre e del suo Messia.

Nell’Apocalisse Gesù ritorna su un cavallo bianco. La sua guerra è una guerra di Giustizia:

Apocalisse 19,11: “Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava “Fedele” e “Verace”: egli giudica e combatte con giustizia.”

Gesù conduce la guerra contro la Bestia e i suoi alleati. Tutti coloro che aderiscono a questa guerra combattono, a volte a loro insaputa, con Lui ottenendo delle grandi grazie di salvezza. È quello che il profeta Maometto ci rivela nella Discussione n. 1806 dicendo a proposito dell’Anticristo:

“Dio invierà Gesù, Figlio di Maria, che lo inseguirà e lo colpirà alla porta di Lod (vicino a Tel Aviv)… Poi Gesù susciterà un popolo che Dio renderà invincibile rispetto a lui (l’Anticristo)…”

Questo “popolo invincibile” corrisponde alle “armate del Cielo” che seguono Gesù in questa guerra (Apocalisse 19,14).
Questa guerra di Gesù contro i suoi nemici è il compimento della profezia di Gesù in Luca:

Luca 19,27: “E quei miei nemici che non volevano che diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me.”

È la guerra di Giustizia dell’Apocalisse. E Luca ci rivela chi sono questi nemici:

Luca 19,14: “Ma i suoi concittadini lo odiavano e gli mandarono dietro una ambasceria a dire: Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi.”

I concittadini di Gesù lo rifiutarono come Re, perché Egli resisteva alle loro intenzioni sioniste, quindi lo crocifissero.
Oggi anche gli stessi Palestinesi non si piegano alle intenzioni sioniste e subiscono la stessa sorte del “loro Signore” (Apocalisse 11,8).
Gesù aveva detto:

Matteo 5,10: “Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il Regno dei Cieli.”

L’appello di Giustizia di Gesù, “uccideteli davanti a me”, corrisponde anche a quest’appello al combattimento descritto nel libro dell’Apocalisse:

Apocalisse 18,6-7: “Pagatela (Babilonia la grande, cioè Gerusalemme) con la stessa moneta! Retribuitele il doppio dei suoi misfatti. Versatele doppia misura nella coppa con cui mesceva. Tutto ciò che ha speso per la sua gloria e il suo lusso, restituiteglielo in tanto tormento e afflizione!…”

Gesù, il Re dell’Amore, Lui che è “mite e umile di cuore” (Matteo 11,29) domanda che si diano a “Babilonia la Grande” “tormenti e afflizione” in “doppia misura”.
È questo il suo vero volto: Amore e Giustizia.
Coloro che misconoscono questo volto di nostro Padre e non agiscono di conseguenza non hanno ancora compreso nulla dell’insegnamento di Gesù.

Dimensione umana

La dimensione umana della Giustizia si manifesta su due livelli:

  • Agire sempre secondo giustizia ed essere un esempio;
  • Denunciare ogni sorta di ingiustizia nel proprio ambiente e nella società in cui si vive.

Agire sempre secondo giustizia

Agire secondo la giustizia è agire secondo la disposizione di dare a ciascuno ciò di cui ha diritto. È ciò che Gesù ha fatto con i suoi Apostoli liberandoli a poco a poco dal loro spirito razzista che era causa di ingiustizia.

Dall’inaugurazione della sua predicazione a Nazareth Gesù scandalizza la mentalità degli Ebrei nella sinagoga e li richiama all’apertura dicendo loro:

Luca 4,24-30: “In verità, vi dico: nessun profeta è accetto in patria. Vi dico anche: “C’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non ad una vedova in Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro”. All’udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno; si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio…”

Questo spirito di apertura ai pagani era troppo forte per loro e hanno voluto ucciderlo.

Matteo 15,25-28: Con il suo atteggiamento, Gesù spinge gli Apostoli a intercedere per la guarigione della figlia di una Cananea, dunque di una pagana. In questa occasione Egli loda la sua fede di fronte ai suoi Apostoli. Così facendo, Egli apre il loro spirito ai pagani.

Gesù loda Tiro e Sidone che davanti ai suoi miracoli avrebbero fatto penitenza, molto più che le città ebree come Corazin e Betsaida:

Matteo 11,20-24: “Allora si mise a rimproverare le città nelle quali aveva compiuto il maggior numero di miracoli, perché non si erano convertite: “Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida. Perché, se a Tiro e a Sidone fossero stati compiuti i miracoli che sono stati fatti in mezzo a voi, già da tempo avrebbero fatto penitenza, ravvolte nel cilicio e nella cenere. Ebbene io ve lo dico: Tiro e Sidone nel giorno del giudizio avranno una sorte meno dura della vostra. E tu, Cafarnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché se in Sodoma fossero avvenuti i miracoli compiuti in te, oggi ancora essa esisterebbe! Ebbene io vi dico: Nel giorno del giudizio avrà una sorte meno dura della tua!”

Gesù loda davanti ai suoi Apostoli la fede di un Centurione romano:

Matteo 8,5-12: “Entrato in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava: “Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente”. Gesù gli rispose: “Io verrò e lo curerò”, ma il centurione riprese: “Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Perché anch’io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: va, ed egli va; e a un altro: vieni, ed egli viene, e al mio servo: fa questo ed egli lo fa”. All’udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: “In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande. Ora vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sarà pianto e stridore di denti.”

Luca 10,29-37: Gesù insegna a rispettare e amare i samaritani che gli Ebrei disprezzavano.

Con questo atteggiamento fermo e coraggioso, Gesù passa agli Apostoli uno spirito di Giustizia.
Anni più tardi Luca ci rivelava negli Atti degli Apostoli la grande presa di coscienza di Pietro a proposito dei pagani:

Atti 10,34-35: “Allora Pietro prese la parola e disse: ‘In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a Lui accetto.’.”

L’atteggiamento e l’insegnamento di Gesù hanno finalmente portato i loro frutti in Pietro. Per una mentalità ebrea era un immenso sconvolgimento e una grande liberazione.

Oggi, Gesù direbbe la stessa cosa a proposito dei Palestinesi, disprezzati da tutti e accusati di terrorismo.

Era tramite queste testimonianze forti che Gesù insegnava ai suoi Apostoli a oltrepassare la giustizia dei farisei:

Matteo 5,20: “Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, di sicuro non entrerete nel Regno dei Cieli.”

Oggi lo stesso Spirito ci domanda di resistere al mondo che ci invade con il suo spirito superficiale, il suo spirito vanitoso, il suo spirito materialista.

Ecco gli idoli moderni che noi dobbiamo denunciare e che ci vogliono soffocare.

A proposito dell’atteggiamento da avere verso i ricchi, Giacomo ci mette in guardia dicendo:

Giacomo 2,1-9: “… Certo, se adempite il più importante dei comandamenti secondo la Scrittura: amerai il prossimo tuo come te stesso, fate bene, ma se fate distinzione di persone (rispettando troppo il ricco e disprezzando il povero), commettete un peccato e siete accusati dalla legge (dell’Amore e della Giustizia) come trasgressori.”

E Gesù ci insegna:

Matteo 5,3: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei Cieli.”

Infine nell’Antico Testamento il profeta Ezechiele ci descrive la giustizia in questi termini:

Ezechiele 18,5-17: “Se uno è giusto e osserva il diritto e la giustizia, se non mangia sulle alture (mangiare i sacrifici offerti agli idoli; oggi sarebbe il mondo e i suoi idoli moderni…)… e non alza gli occhi agli idoli della casa di Israele, se non disonora la moglie del suo prossimo… se non opprime alcuno, restituisce il pegno al debitore, non commette rapina, divide il pane con l’affamato, e copre di vesti l’ignudo, se non presta a usura e non esige interesse, desiste dall’iniquità e pronuncia retto giudizio fra un uomo e un altro, se cammina nei miei decreti e osserva le mie leggi (la legge dell’Amore) agendo con verità, egli è giusto ed egli vivrà, parola del Signore Dio…”

La Giustizia è dunque una linea di condotta che ci fa agire secondo la verità, ci preserva dal male e ci fa Vivere.

Matteo 5,6: “Beati coloro che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.”

Il trionfo di nostro Padre si farà tramite la Giustizia:

Isaia 45,23-24: “Lo giuro su me stesso, dalla mia bocca esce la verità, una parola irrevocabile: davanti a me si piegherà ogni ginocchio, per me giurerà ogni lingua. Si dirà: ‘Solo nel Signore si trovano giustizia e forza!’. Verso di lui verranno, coperti di vergogna, quanti fremevano d’ira contro di lui.”

Denunciare ogni sorta di ingiustizia

Denunciare ogni forma di ingiustizia è un dovere sacro. Non bisogna tacere davanti all’ingiustizia. Colui che tace diventa complice.

Gesù ha denunciato l’ingiustizia in diversi modi nella sua vita, qualche volta anche con parole e atteggiamenti molto forti:

Matteo 21,12-13: Gesù denuncia il commercio che era stato introdotto nel Tempio e rovescia i tavoli dei cambiavalute nel Tempio.
Matteo 23,13-39: Gesù attacca e denuncia con violenza gli scribi e i farisei per la loro ipocrisia.
Matteo 16,21-23: Pietro, portando in lui ancora l’immagine del Messia glorioso e trionfante, rifiuta l’idea della sofferenza del Cristo. Gesù esorcizza questa mentalità sionista, dicendogli fermamente: “Lungi da me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini.”
Matteo 17,14-17: Gesù scuote fortemente i suoi discepoli a causa della loro mancanza di fede. Essi non hanno potuto guarire l’indemoniato epilettico. Egli dice loro: “O generazione incredula e perversa! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi?”

È per aver rigettato questo spirito profetico di giustizia nell’atteggiamento e nella parola secondo l’esempio del Cristo che le chiese hanno introdotto il lupo, oggi l’Anticristo, nell’ovile. Sono diventate deboli e diplomatiche, accettando tutte le controversie e tutte le idee in nome di un amore mal compreso. Con il loro falso slogan: “Bisogna amare tutti”, esse hanno crocifisso l’amore vero.

Non è ciò che Gesù ci ha insegnato! Gesù ha sempre saputo condannare il male.

Gesù ha affrontato e denunciato con collera gli Ebrei che si erano inorgogliti per avere Abramo come padre, che non ascoltavano la sua parola e volevano ucciderlo:

Giovanni 8,44: “Avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio…”

Padre Pio diceva: “Il male non può essere amato”.

Quando Gesù disse: “Amate i vostri nemici” (Luca 6,27), Egli si indirizzava agli Ebrei razzisti che odiavano tutti coloro che non erano Ebrei e li screditavano. Egli li invitava in questo modo all’apertura verso i pagani. Al contrario, Gesù rispose con molta forza e dignità alla guardia che lo aveva schiaffeggiato ingiustamente davanti al Sommo Sacerdote ebreo (Giovanni 18,22-24). Egli gli rispose: “Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male; ma se ho parlato bene perché mi percuoti?” (Giovanni 18,23).
Gesù è stato forte e non ha “presentato l’altra guancia”, poiché ha reagito a un atto ingiusto.
Paolo ci incoraggia ad avere questo atteggiamento dicendo:

1 Timoteo 5,22: “…Non farti complice dei peccati altrui. Conservati puro!”

Non farsi complice è saper denunciare. Colui che tace acconsente. Non possiamo tacere di fronte all’ingiustizia, altrimenti non siamo dei veri testimoni del Cristo.

Nostro Padre è Amore, ma è anche Giustizia. È questo il suo vero Volto.

Coloro che vedono solo un aspetto del suo Volto, senza riconoscere e vivere l’altro, si sbagliano enormemente e cadono nella trappola del Maligno. Essi si costruiscono una parvenza di giustizia a loro misura, allontanandosi, così, da nostro Padre. Essi cadono nell’errore denunciato da Paolo:

Romani 10,3: “Ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio.”

Guai a coloro che si costruiscono la propria giustizia meschina, umana, invece di crescere tramite la rinuncia di se stessi secondo la dimensione della Giustizia di Dio.

E Paolo insiste dicendo:

Romani 14,17: “Poiché il regno di Dio non è questione di cibo o di bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo.”

Infine Paolo nelle sue lotte e tribolazioni ci dà la sua meravigliosa testimonianza:

2 Corinzi 6,4-7: “Ma in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio, con molta fermezza nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, nelle percosse, nelle prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie e nei digiuni; con purezza, sapienza, pazienza, benevolenza, spirito di santità, amore sincero; con parole di verità, con la potenza di Dio; con le armi offensive e difensive della giustizia…”

Le “armi offensive e difensive della giustizia” sono la nostra forza. Si tratta di saper manipolare “la spada affilata a doppio taglio” della Verità e della Giustizia che esce dalla bocca di Gesù (Apocalisse 1,16). Questa spada ha il potere di “penetrare fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito… e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore” (Ebrei 4,12).

Paolo dice ancora:

2 Corinzi 4,2: “… rifiutando i silenzi della vergogna, senza comportarci con astuzia né falsificando la parola di Dio, ma annunziando apertamente la verità, ci presentiamo davanti a ogni coscienza, al cospetto di Dio.”

Questa manifestazione della Verità caratterizza la Gerusalemme Celeste.

Infine Giovanni riassume bene l’importanza della giustizia dicendo:

1 Giovanni 2,29: “Se sapete che egli è giusto, sappiate anche che chiunque opera la giustizia, è nato da Lui.”

La Giustizia presuppone la fermezza

Nell’Apocalisse Gesù deve “governare tutte le nazioni con uno scettro di ferro” (Apocalisse 12,5).

Questo scettro di ferro è la fermezza nella Giustizia. L’Apocalisse invita il “vincitore” a maneggiare ugualmente questo scettro di ferro negli avvenimenti mondiali tramite la preghiera e l’impegno personale; anche nella vita privata e pubblica tramite l’atteggiamento fermo di fronte a ogni ingiustizia (Apocalisse 2,26-28).

Questa fermezza deve caratterizzare anche noi quando si tratta di riprendere un fratello che non segue la Via dello Spirito. Ecco l’insegnamento di Gesù e poi degli Apostoli a questo proposito:

Matteo 18,15-18: “Se tuo fratello commette una colpa, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all’assemblea; e se non ascolterà neanche l’assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano. In verità vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato anche in cielo.”

Tito 3,10-11: “Quanto all’uomo fazioso (colui che si crea la propria verità), dopo un primo e un secondo avvertimento, rompi con lui. Un tale individuo, tu lo sai, è fuori strada e continua a peccare condannandosi da se stesso.”

2 Tessalonicesi 3,14: “Se qualcuno non obbedisce a quanto diciamo per lettera, prendete nota di lui, e interrompete i rapporti…”

Romani 16,17-18: “Mi raccomando poi, fratelli, di ben guardarvi da coloro che provocano divisioni e ostacoli contro la dottrina che avete appreso: tenetevi lontani da loro. Costoro, non servono Cristo nostro Signore, ma il proprio ventre e con un parlare solenne e lusinghiero ingannano il cuore dei semplici.”

1 Corinzi 5,11-13: “…Vi ho scritto di non mescolarvi con chi si dice fratello ed è impudico o avaro o idolatra o maldicente o ubriacone o ladro; con questi tali non dovete neanche mangiare insieme. Spetta forse a me giudicare quelli di fuori? Non sono quelli di dentro che voi giudicate? Quelli di fuori li giudicherà Dio. Togliete il malvagio di mezzo a voi!”

2 Corinzi 6,14: “Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli. Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l’iniquità, o quale unione tra la luce e le tenebre?”

E l’Apocalisse ci insegna a proposito della Gerusalemme Celeste:

Apocalisse 22,14-15: “Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all’albero della vita e potranno entrare per le porte nella città. Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolatri, e chiunque ama e pratica la menzogna!”

Bisogna, dunque, giudicare e condannare chi è impuro o idolatra e metterlo fuori!

E quando mettiamo qualcuno alla porta, sarà ricevuto di nuovo solo se mostrerà un profondo pentimento e dei frutti positivi, secondo le parole di Gesù:

Luca 17,1-4: “Poi disse ai suoi discepoli: “È inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono. È meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!” Se un tuo fratello pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdonagli. E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai.”

La condizione, dunque, è il pentimento sincero e ben evidente.

In sintesi, lo spirito di apertura, di dolcezza, di comprensione e di perdono spontaneo tra fratelli trova il suo limite quando la linea rossa della giustizia viene oltrepassata. Quando è il caso, bisogna reagire con forza e fermezza per allontanare un cattivo spirito.

Paolo conosceva bene questo limite quando egli scrive:

1 Corinzi 4,16-21: “Vi esorto dunque, fatevi miei imitatori! Per questo appunto vi ho mandato Timoteo, mio figlio diletto e fedele nel Signore: egli vi richiamerà alla memoria le vie che vi ho indicato in Cristo, come insegno dappertutto in ogni Chiesa. Come se io non dovessi più venire da voi, alcuni hanno preso a gonfiarsi d’orgoglio. Ma verrò presto, se piacerà al Signore, e mi renderò conto allora non già delle parole di quelli, gonfi d’orgoglio, ma di ciò che veramente sanno fare, perché il regno di Dio non consiste in parole, ma in potenza. Che volete? Debbo venire a voi con il bastone, o con amore e con spirito di dolcezza?”

Paolo sapeva distinguere la linea rossa e, se necessario, avere un atteggiamento fermo e forte nello Spirito. Egli agiva tramite la potenza dello Spirito.

È nella preghiera e nella maturità spirituale, coltivata da frequenti letture bibliche e scambi tra fratelli, che questo discernimento può essere acquisito con il tempo.

Poiché a un dato momento, noi dobbiamo sapere andare al combattimento con “l’armatura di Dio”:

Efesini 6,10-17: “…Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete perciò l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia…”

La Giustizia è una corazza che ci permette di bloccare le frecce del nemico.

L’amore senza fermezza è debolezza e accetta l’ingiustizia. Questo non è Amore.

Gloria a nostro Padre che ci ha rivelato tramite Gesù, il suo Verbo incarnato, il suo vero volto d’Amore tenero, ma anche di Giustizia.

Il trionfo della Gerusalemme Celeste si farà tramite l’Amore e la Giustizia:

Isaia 62,1-4: “A causa di Sion (spirituale) non tacerò, a causa di Gerusalemme non mi darò pace, finché non sorga come stella la sua Giustizia e la sua salvezza non risplenda come lampada. Allora i popoli vedranno la tua giustizia e tutti i re la tua gloria; ti si chiamerà con un nome nuovo che la bocca del Signore indicherà (con l’Angelo dell’Apocalisse). Sarai una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema regale nella palma del tuo Dio. Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra sarà più detta Devastata, ma tu sarai chiamata Mio compiacimento e la tua terra, Sposata, perché il Signore si compiacerà di te e la tua terra avrà uno sposo. Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposerà il tuo architetto; come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te.”

Queste sono le nozze dell’Agnello (Apocalisse 19,7) per mezzo del Pane di Vita, poiché Isaia continua questa meravigliosa profezia dicendo: “Coloro che avranno raccolto il grano lo mangeranno e canteranno inni al Signore, coloro che avranno vendemmiato berranno il vino nei cortili del mio santuario” (Isaia 62,9).

Messaggi ricevuti da Pierre2

Messaggio del 08/06/1971: “Sii una mano di ferro in un guanto di velluto. E questa mano di ferro deve manifestare la Mia collera.”

Messaggio del 21/04/1971: “… Sarai lo strumento della mia giusta ira, Pierre. Aspetto da te che la tua lingua tramite il Mio Verbo, colpisca senza pietà quando Io te lo dirò e ogni volta che Io te lo dirò…”

Messaggio del 20/08/1971: “L’Ira di Dio che non è capita, l’Ira del Cristo-Dio che non è capita, sarà rivelata a tutti. Con la tua intermediazione.”

Messaggio del 09/05/1980: “Fermezza.”

Messaggio del 23/02/1984: “Prendete coscienza del riposo che metto nella vostra testa. Si riflette sulla vostra fronte e nel vostro sguardo. Comunicatelo a coloro che Io vi invio, tramite lo sguardo, uno sguardo riscaldato dall’amore del cuore. Con questo sguardo darete la Vita. Con questo sguardo, darete la morte. La vita con uno sguardo d’amore e di tenerezza. La morte con uno sguardo di collera e di condanna, come faceva Gesù. Lavorate insieme su questo. Vi si riconoscerà da questo sguardo temibile e vivificante.”

Messaggio di Gesù del 27/12/1988: “Che la gente veda in voi l’amore inespresso dalla bocca, ma traboccante dal cuore e dagli occhi. Non solamente l’amore, ma, secondo i casi, la forza, la collera o la riprovazione, la compassione, ecc. È così che voi mi rendete presente (tramite voi) nel mondo, perché questo sono Io quando è fatto in giustizia. Ho fretta di essere riconosciuto tramite voi, in voi, per stringervi nelle mie braccia, miei piccoli bambini che siete, miei grandi apostoli sui quali Io posso contare in questa Fine dei Tempi. Io vi benedico ancora e ancora di tutto cuore. Nessuno potrà vincervi perché nessuno può vincere Me e perché voi e Io siamo uno. Meditate bene queste parole; ve le trasmetto per questo.”

Messaggio del 22/11/1989: “… Quando vedrò il vostro appartamento interiore liberato dai vostri punti di vista, solo allora potrò chiarire la mia volontà. Quando l’avrete compresa, diventerete il ricettacolo del mio Spirito sulla terra. Allora, il vostro silenzio sarà più eloquente di tutte le parole. Allora il vostro sguardo peserà più di ogni argomentazione. È così che voglio che voi siate: degni, nel silenzio di fronte a quelli che blaterano parole vane; grandi, nella certezza che farà la vostra forza, questa forza che scuoterà dall’interno le basi spirituali degli uomini solidali al diavolo.

Lasciate passare gli avvenimenti e guardateli dal balcone della vostra anima. È così che diventerete quel nocciolo che agisce misteriosamente nel mondo, un nocciolo celeste che riflette mortalmente i raggi divini contro gli spiriti satanici e i loro agenti sulla terra. Voi sarete efficacemente il “Mistero della giustizia” all’opera, per annullare gli effetti nefasti del “Mistero dell’ingiustizia” radicato nel mondo. Sarete i miei franco-massoni per costruire il Tempio indistruttibile, il mio Tempio indistruttibile.

Chiedetemi la grazia di essere come voglio che siate.”

Messaggio del 05/12/1990: “… Voi dite: “Vieni mio Gesù, ti amo e ti aspetto”. Io vengo come sono, Io sono Amore, ma in questi tempi sono anche collera. Vi ho fatto gustare il Mio amore, chiedeteMi anche di riempirvi della Mia collera come lo era Geremia (Geremia 6,11). Perché voi, ripieni della Mia collera, dovrete riversarla sui Pagani (Geremia 25,15-38 e Apocalisse 16). Meditate questo e soprattutto mettetelo in pratica…”

Messaggio del 22/03/1993: “Occorre formare una generazione che respinga i demoni tramite l’attitudine descritta in 2 Giovanni 10 (“Se qualcuno viene a voi senza portare questa dottrina, non ricevetelo presso di voi e astenetevi dal salutarlo. Colui che lo saluta partecipa alle sue opere malvagie.”). E che questa generazione ne formi un’altra. Sarà il Regno di Dio. Più si è docili ai tuoi insegnamenti e alla tua persona, più ci si riuscirà.”

Messaggio del 06/03/2006: “Guarda il viso in collera del Cristo.”

Messaggio del 01/12/2008: “È con collera e il volto severo che Gesù dice loro: ‘Voi che avete per padre il diavolo!!! E volete compiere i desideri del padre vostro!!!’.” (Giovanni 8,44)

Messaggio del 17/08/2008: “Il suo nome che ritorna: Giustizia.”

BR (22.02.2013)