Varie

I rapporti prematrimoniali

Quale è la vostra posizione concernente i rapporti pre-matrimoniali?

La nostra posizione riguardo i rapporti prematrimoniali non é la “nostra”, ma é quella del Maestro Salvatore: “Io vi dico… chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio…” (Matteo 5,27-30). Noi abbiamo conosciuto delle persone che non volevano avere come marito o moglie nessuno se non una persona capace di condividere, non tanto il proprio letto, quanto la propria sete spirituale. Essi desideravano leggere e approfondire in due le divine parole delle Sante Scritture. Amare Dio in due. Saint Exupéry ha detto: “L’amore non é guardarsi l’un l’altro, ma guardare insieme verso uno stesso scopo”. Non poniamo dunque i rapporti fisici prima dei sentimenti. Siamo chiamati a sublimare il nostro concetto di legame fra l’uomo e la donna.

Il filosofo francese Jacques Maritain e sua moglie Raissa erano innamorati l’uno dell’altra. Non si sono, però, mai conosciuti sessualmente. Questo non significa certo che tutte le coppie debbano imitarli. Il loro esempio deve spingerci a considerare il legame matrimoniale in una dimensione diversa da quella carnale; poi il resto verrà. Questo è santificarsi, con l’aiuto della Grazia celeste e della preghiera. Anche Giuseppe e Maria di Nazareth si sono amati e sposati senza essersi conosciuti sessualmente.

Quanto ai rapporti pre-matrimoniali, essi sono normali oggi per il mondo. Quanto a noi, noi siamo stati scelti per testimoniare, in questo mondo, ma contro questa mentalità sensuale. A livello spirituale, un uomo e una donna che vivono lontani da Dio e che abbiano rapporti intimi tra loro sono già sposati secondo Dio e secondo noi. Essi devono considerarsi anche legati l’uno all’altra e fedeli l’uno all’altra. Nel momento in cui si avvicinano a nostro Padre sono chiamati a legalizzare la loro unione. Quanto a quelli che desiderano vivere secondo il Piano di Dio, la pratica della continenza prima del matrimonio civile e spirituale è il cammino da seguire per la loro santificazione e la loro testimonianza davanti agli uomini. Una relazione detta “sentimentale” per l’unica soddisfazione dei sensi, con una tale persona o un’altra è un adulterio. Bisogna pregare molto per meritare un marito santo o una moglie santa. Un tale matrimonio diventa santificante.

I prodotti anticoncezionali

Cosa pensate dell’uso dei prodotti anticoncezionali?

Il loro uso dipende da casi particolari. Coloro che hanno già figli e non possono averne altri per ragioni valide (materiali, fisiche, psicologiche, ecc…) sono giustificati. Dio é un Padre comprensivo. Esigere da una coppia che ha avuto due volte due gemelli che si astengano dagli anticoncezionali non ci parrebbe giusto, particolarmente ai nostri tempi così difficili ed esigenti. Tutto dipende dallo spirito nel quale si agisce. Così, se è semplicemente per soddisfare piaceri sessuali che uno si sposa, se è per sfuggire da responsabilità paterne o materne che si è largamente in grado di assumere, se è per festeggiare a destra e a sinistra tutte le notti o tutti i weekend che ci si dedica ai contraccettivi, allora, sì, una tale irresponsabilità, una tale immaturità sono abbondantemente una dannazione per l’anima. La paternità e la maternità sono una purificazione che può condurre alla santità.

Il matrimonio: Testimonianza

Quale è la vostra testimonianza a proposito del matrimonio?

Risposta: Lettera di Pierre2 (2005):

Cari fratelli e sorelle,

Il fidanzamento UFFICIALE di S. e M. danno ai genitori l’occasione di testimoniare del loro e nostro impegno spirituale, del nostro Matrimonio indefettibile con Dio tramite il Cristo. In questa settimana del 13 Maggio, giorno dell’apparizione della Vergine benedetta a Fatima, dobbiamo a Dio e a questa Madre Immacolata questa testimonianza.

Alcuni dei nostri giovani si sono legati per amore e coabitano già insieme senza essere sposati… ne tanto meno fidanzati ufficialmente. Tale è la mentalità di questo mondo senza fede. Ora, per noi che crediamo in Dio, questo legame si santifica tramite un’unione francamente dichiarata e benedetta da Dio. Questa benedizione si ottiene tramite il matrimonio riconosciuto e benedetto (dunque civile e spirituale). Il mondo, per contro, si accontenta di concubini e concubine che vivono insieme il tempo delle rose per separarsi quando i petali avvizziscono dopo l’euforia e l’entusiasmo dei primi tempi e dei primi baci… L’amore tra un uomo e una donna è un impegno per i meglio e per il peggio. Non si limita ai baci primaverili e ai “rapporti sessuali” fatti sotto la “protezione” delle pillole contraccettive (nocive al corpo delle donne), dei preservativi, ecc… “Tutto mi è lecito!”, dice San Paolo, “Ma non tutto giova. Ma io non mi lascerò dominare da nulla… Il corpo poi non è per la fornicazione (i rapporti sessuali illeciti), ma per il Signore…”, (1 Corinzi 6,12-14).

“Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo?… Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!” dice ancora Paolo (1 Corinzi 6,15-20). Menziono questi versetti considerando, ovviamente, che voi siate Cristiani! Se li disapprovate, sappiate almeno che voi non siete Cristiani… o non lo siete più.
In questo caso non ho niente da dirvi. Conducete la vostra vita temporale come volete… a vostro rischio e pericolo, a detrimento della Vita spirituale!

I genitori – se essi vogliono testimoniare in modo autentico della loro fede – sono tenuti ad avvertire i loro figli che vivono in concubinato… apertamente o discretamente. I genitori solidali di un concubinato manifesto dei loro figli sono una contro-testimonianza della loro fede in Dio e certo non benedetti da Lui. Essi contribuiscono ad aumentare le tenebre spirituali in questo mondo già così oscuro e si allontanano da Dio. Dovranno renderGliene conto… anch’essi! Egli è in processo contro di loro!

Sarebbe bene che i genitori discutano con i loro figli già impegnati nell’amore e nella coabitazione, parlino francamente con essi. Bisogna dirgli:

– Noi non possiamo garantire una relazione non legalizzata. Se vi amate veramente, dichiarate questo amore con un fidanzamento ufficiale seguito da un matrimonio benedetto da Dio, come noi tutti abbiamo fatto.

– Voi siete un esempio per gli altri, per le vostre sorelle e per i vostri fratelli principalmente. Un esempio da seguire o da evitare secondo i casi. Voi rischiate di scioccare, di scandalizzare, di farvi imitare, di diffondere l’epidemia immorale. Se siete credenti, manifestate la vostra fede legalizzando il vostro amore agli occhi di Dio e della società. Se non lo siete, noi non garantiamo la vostra unione moralmente impura agli occhi di Dio e sotto sanzione divina. “Non conformatevi alla mentalità di questo mondo, ma che il rinnovamento del vostro giudizio vi trasformi e vi faccia discernere quale è la Volontà di Dio, ciò che è buono, ciò che a Lui piace, ciò che è perfetto” dice San Paolo (Romani 12,2).

– Se siete credenti, dovete fare così. Se rifiutate di ascoltarci, noi rifiutiamo di riconoscervi, di sostenervi e di approvarvi. Voi siete liberi! Noi anche!

Vi comunico questo messaggio dalla parte del Padre.

Pierre2

Cosa pensate del matrimonio spirituale e civile? Possono essere separati?

Il matrimonio benedetto e voluto da nostro Padre è uno. Il matrimonio spirituale e il matrimonio davanti agli uomini sono uno.
Se ci si sposa davanti a nostro Padre (che questo sia in privato attorno alla Cena di Gesù o che sia davanti alla nostra famiglia spirituale), bisogna sposarsi anche davanti agli uomini, cioè davanti al sindaco. Le due cose sono inseparabili e non dovrebbero essere separate nel tempo.
Il matrimonio civile è importante in quanto testimonianza davanti agli uomini.
Gesù ha detto: “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio” (Matteo 22,21).
Ci sono leggi umane che bisogna rispettare.

Pierre2 aveva detto con forza a una coppia dopo il loro matrimonio spirituale: “Adesso sbrigatevi a fare il matrimonio civile. La testimonianza davanti agli uomini è importante”. Ha sempre insistito sul matrimonio davanti a Dio e sul matrimonio civile, effettuati nello stesso tempo. Ha consigliato a una coppia in Libano sposata spiritualmente di andare a sposarsi civilmente a Cipro, perché in Libano il matrimonio unicamente civile non esiste.

Non essere causa di scandalo:
E soprattutto, soprattutto, il nostro comportamento deve essere irreprensibile, per non essere causa di scandalo o pretesto per deviazioni.
In questo mondo completamento folle dove non vi è più alcuna regola e dove tutto è permesso, che la nostra condotta in seno alla nostra famiglia spirituale sia un esempio chiaro che non possa essere interpretato falsamente da altri. Pensiamo soprattutto ai nostri giovani.
È bene dunque astenersi da relazioni fisiche fin tanto che non si è sposati davanti a Dio e davanti agli uomini.
Diversamente diventiamo una contro-testimonianza, perché le persone che ci vedono pensano che siamo per l’unione libera.

È importante, che TUTTO SIA CHIARO E LIMPIDO, soprattutto su un soggetto così importante come il matrimonio.

Gesù, nostro Fratello Beneamato ha detto:

“Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi” (Matteo 19,4-6).

L’uomo e la donna devono dunque lasciare i loro genitori e fondare un nuovo focolare, assumendosi le responsabilità dell’impegno sia su un piano spirituale che temporale.

“Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli” (Matteo 5,14-16).

Che possiamo sempre essere una lampada che illumina e riscalda i cuori tramite la fedeltà allo Spirito di Gesù!

In nessun modo dobbiamo aprire la porta all’accettazione dell'”unione libera”. Perché se non legalizziamo il nostro matrimonio (spirituale) immediatamente tramite il matrimonio civile, allora davanti agli uomini viviamo in “concubinato”.
È una contro-testimonianza e ciò distrugge il piano di nostro Padre.
Nostro Padre aveva detto, qualche anno fa, a proposito di due nostri giovani che avevano una relazione libera:
“16.05.2005: ‘I sabotatori!! Gli stessi che hanno sabotato i fondamenti della mia Chiesa’.” (Due giovani della famiglia che praticavano l’unione libera).

Meditare: Non essere causa di scandalo (1 Corinzi 8,13).
Paolo ha detto anche:

Ma è un dovere per noi, i forti, portare le debolezze di coloro che non hanno questa forza e di non cercare ciò che ci piace. Ciascuno di noi cerchi di compiacere il prossimo nel bene, per edificarlo. Cristo infatti non cercò di piacere a se stesso…” (Romani 15,1-3).

Praticando la continenza prima del matrimonio ufficiale – dunque spirituale e civile – noi seguiamo il Piano di Dio e testimoniamo dell’amore come vuole nostro Padre.

Un fratello del Libano, ispirato da nostro Padre, ha detto: “Colui che si sposa davanti a Dio e non si sposa davanti agli uomini (matrimonio civile) inganna Dio perché non testimonia davanti agli uomini di ciò che ha fatto davanti a Dio”. Era stato spinto dallo Spirito Santo a dire questo. Infatti, egli non inganna solamente Dio, ma inganna anche gli uomini perché nasconde loro che è sposato. Ora, il matrimonio non è un affare privato. Il matrimonio è un’inserzione nella società con delle responsabilità. Non si può farne un affare privato unicamente davanti a Dio.

Il matrimonio civile e la famiglia sono i fondamenti della nostra società. Per questo i sionisti lavorano fortemente per abolire il matrimonio. Attenzione a non andare nel loro senso. Sono essi che lanciano slogan molto popolari tra i giovani quali: “Il matrimonio non è che carta”. Questo argomento non ha fondamenti. Allora tutto non è che carta. I contratti più importanti si fanno sulla carta. In più questa carta è firmata davanti al sindaco e in presenza di testimoni. È una “carta” che coinvolge delle leggi, tra l’altro per la protezione dei nostri figli. E le leggi sono fatte per evitare il caos e gli abusi nella società.

Le società europea e americana sono molto, troppo permissive. L’unione libera è entrata nelle abitudini e inconsciamente certi non reagiscono nemmeno più davanti a essa.
Gesù aveva detto a Pierre2: “Dio dice a Israele: Basta! È l’europeismo…”. (15/05/1983)
Con Pierre2 abbiamo meditato questo e abbiamo detto che la mentalità europea è marcia. Essa è invasa dal piano sionista-massonico che cerca e provoca lo smantellamento della società tramite la distruzione delle famiglie
Non ci modelliamo secondo il mondo: “Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come ostia vivente, santa e gradita a Dio; è questo il culto spirituale che voi dovete rendere. E non conformatevi alla mentalità di questo mondo, ma che il rinnovamento del vostro giudizio vi trasformi e vi faccia discernere quale è la Volontà di Dio, ciò che è buono, ciò che a Lui piace, ciò che è perfetto” (Romani 12,1-2)

“La Volontà di Dio, ciò che è buono, ciò che a Lui piace” (Romani 12,2) è dunque proprio astenersi da relazioni intime fino al Matrimonio ufficiale davanti a tutti.

Questo è chiaramente espresso da Gesù nelle sue parole concernenti il matrimonio:

“Perciò io vi dico: ‘Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di fornicazione, e ne sposa un’altra commette adulterio’. Gli dissero i discepoli: ‘Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi’. Egli rispose loro: ‘Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso… vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il Regno dei Cieli. Chi può capire, capisca’” (Matteo 19,9-12).

Queste parole di Gesù riguardano il matrimonio, perché è proprio di questo soggetto che Gesù parlava. Esse significano che gli eletti di Dio si astengono da relazioni fisiche – si rendono eunuchi – prima del matrimonio e vivono in seguito il matrimonio nell’amore e nella fedeltà al coniuge, senza guardare a sinistra e a destra. Beati coloro che comprendono questo linguaggio!

Paolo ha detto anche:

“Ai non sposati e alle vedove dico… se non sanno vivere in continenza, si sposino; è meglio sposarsi che ardere” (1 Corinzi 7,8-9).

Nell’ottica di Dio le relazioni fisiche non sono dunque da prendere in considerazione che nel contesto di un matrimonio benedetto da Dio e riconosciuto dagli uomini.

Dio ugualmente lo sottolinea chiaramente nel Corano:

“Quelli che non trovano un partito si mantengano casti, finché Dio non li arricchisca della sua grazia” (Corano XXIV, La Luce,33).

La più bella preparazione al matrimonio e la più bella testimonianza di una fede viva per due fidanzati è dunque crescere spiritualmente insieme e scoprirsi mutualmente a livello dello spirito e dell’anima fino al giorno benedetto dell’unione riconosciuta davanti a Dio e a tutti.

In questo modo santifichiamo il Nome di Dio e viviamo queste belle preghiere che Paolo ci rivolge:

“Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la Venuta del Signore nostro Gesù Cristo” (1 Tessalonicesi 5,23).

“Il Dio della pace che ha fatto tornare dai morti il grande Pastore delle pecore, in virtù del sangue di un’alleanza eterna, il Signore nostro Gesù, vi renda perfetti in ogni bene, perché possiate compiere la sua volontà, producendo in noi ciò che a lui è gradito per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen” (Ebrei 13,20-21).

Può il divorzio civile essere preso in considerazione per motivi finanziari?

Certe coppie hanno ultimamente divorziato civilmente per motivi finanziari. In Svizzera per esempio, vi sono leggi che fanno si che coppie sposate, in cui ognuno lavora, pagano più tasse di quante ne pagherebbero se vivessero insieme senza essere sposati. È questa una ragione per un divorzio civile?

Certamente no.
Siamo inseriti in una società davanti alla quale dobbiamo essere irreprensibili. Non dobbiamo aggirare le leggi per interessi personali. La nostra testimonianza sul piano del matrimonio è molto importante per le generazioni future. Portiamo una grande responsabilità. Se accettiamo un’eccezione alla linea direttrice formulata all’inizio di questo FAQ, apriamo la porta a molte altre eccezioni, perché molti avrebbero ragioni per “divorziare” per motivi finanziari o per non sposarsi civilmente “per motivi finanziari”. Se ognuno comincia ad agire secondo i propri interessi, ci esponiamo a tutte le deviazioni.

Ultimamente noi riflettiamo indirizzandoci a nostro Padre: “Ma noi non siamo degli anarchici (per aggirare il matrimonio civile e lasciarlo alla libera scelta di ognuno)!” Nostro Padre ci ha dato la risposta inspirandoci a leggere Romani 13. La risposta è stata folgorante. Ecco ciò che dice Paolo:
“Ciascuno stia sottomesso alle autorità costituite; poiché non c’è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio. Quindi chi si oppone all’autorità, si oppone all’ordine stabilito da Dio… (L’autorità) è al servizio di Dio per il tuo bene… Perciò è necessario stare sottomessi, non solo per timore della punizione, ma anche per ragioni di coscienza. Per questo dunque dovete pagare i tributi… Rendete a ciascuno ciò che gli è dovuto: a chi il tributo, il tributo; a chi le tasse le tasse; a chi il timore il timore; a chi l’onore l’onore” (Romani 13,1-7; meditare anche 1 Timoteo 2,1-2 / Tito 3,1 / 1 Pietro 2,13-15 / Matteo 17,24-27).
Apparentemente i primi Apostoli erano davanti alle stesse nostre questioni.

Quando ci si sposa, ci si sposa per la vita davanti a Dio e davanti agli uomini. E “quello che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi” (Matteo 19,4-6), neanche nel matrimonio civile, perché la testimonianza davanti agli uomini è importante.

I mussulmani praticano a parte il matrimonio legale, il “matrimonio di piacere”, cioè un uomo e una donna si dicono una formula “davanti a Dio” e poi hanno rapporti fisici insieme e possono separarsi in ogni momento. Se due tra di noi si sposano unicamente davanti a Dio, essi aprono la porta a questo genere di deviazioni. Pensiamo alle generazioni future.

Pensando al matrimonio, ogni volta, un pensiero s’impone a noi: “Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Matteo 5,48).

Gesù ha detto: “E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?” (Luca 12,57). Ora che ciascuno giudichi da se stesso ciò che è giusto e agisca di conseguenza!

Infine Paolo ci raccomanda la linea di condotta:

“Cercando di conservare l’unità dello Spirito per mezzo del vincolo della pace… È lui che ha “stabilito” alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, organizzando così i santi per l’opera del ministero, in vista della costruzione del Corpo del Cristo, al termine della quale dobbiamo riuscire, tutti insieme, ad essere uno nella fede e nella conoscenza del Figlio di Dio, e a costituire questo Uomo perfetto, nella forza dell’età che realizza la pienezza del Cristo. Questo affinché non siamo più come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, secondo l’inganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nell’errore. Al contrario, vivendo secondo la verità nell’amore, cresciamo in ogni cosa verso Colui che è il Capo, il Cristo” (Efesini 4,3-15).

Il 24.06.2016
Festa di Doris

Il film “La Passione di Cristo” è antisemita?

Pensate che il film di Mel Gibson, “La Passione di Cristo” sia antisemita?

A proposito del film “La Passione del Cristo”, si impone una sana riflessione. La domanda fondamentale non è, ripeto NON È, se questo film sia o no antisemita, ma se Gesù di Nazareth sia o non sia il Messia predetto dalle profezie bibliche.

Una buona comprensione delle profezie di Isaia, tra le altre, conduce a una sola conclusione: Gesù (Yehoshua) è senza alcun dubbio il Messia annunciato dal Signore Creatore.

Noi tutti abbiamo crocifisso il “Figlio dell’Uomo”. Il perdono di questo peccato drammatico è credere che Egli, Gesù, sia il solo e unico Messia, per cui noi tutti possiamo ottenere la salvezza eterna credendo in Lui. Le profezie di Isaia non conducono a nessuna altra conclusione. Il film di Mel Gibson viene al momento opportuno ricordandoci le parole profetiche di questo grande profeta:

“Come molti si stupirono di Lui, tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo… Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire… era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure Egli si è caricato delle nostre sofferenze… Egli è stato trafitto per i nostri delitti… Il castigo che ci da la salvezza si è abbattuto su di Lui; per le sue piaghe siamo stati guariti. NOI TUTTI ERAVAMO SPERDUTI… il Signore fece ricadere su di Lui l’iniquità di noi tutti… per l’iniquità del mio popolo fu percosso a morte” (Isaia 52,14 – 53,12)

Come potremmo dunque accusare una categoria di persone quando “noi tutti eravamo sperduti?”

L’unica conclusione dopo avere visto il film di Mel Gibson è lontano dall’essere antisemita. È chiaramente e semplicemente a favore del messianismo universale di Gesù di Nazareth… e anti- i miei stessi peccati che Lo hanno crocifisso. La sana reazione spirituale dovrebbe essere di inginocchiarsi e d’implorare il perdono dal Signore misericordioso.

La nostra preoccupazione non è che si sia pro o antisemita, ma piuttosto che si sia pro o anti- identità messianica di Gesù, in altri termini pro o anti-Cristo, come rivela San Giovanni, un semita: “Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo?” (1 Giovanni 2,22).
Nessun antisemita avrebbe seguito Gesù, un semita, o si sarebbe preoccupato di leggere i suoi Vangeli e tutto il Nuovo Testamento scritti da semiti.

Smettiamo dunque di pensare in termini ristretti e morbosi di pro- o antisemitismo. Solo una coscienza colpevole ricorre a una meschina e inutile scappatoia dal giudizio severo di Dio attraverso Gesù, il suo Santo Messia semita.

Domanda sul divorzio

Buongiorno,
Sono capitato per caso sul vostro sito e sono stato affascinato dal suo contenuto. Mi piacerebbe veramente conoscere la vostra opinione sul divorzio e su ciò che dicono a riguardo i libri santi.

Sinceramente
K.

Gentile K.,

Siamo lieti di sapere che le è piaciuto il nostro sito. Per comprendere l’Intenzione di Dio nel matrimonio, le consigliamo di leggere il nostro testo “Sguardo di fede sul Corano” (vedi alcuni estratti nel P.S. alla fine di questa risposta).

Il divorzio è stato permesso da Maometto solo in casi gravi e seri e ciò per pedagogia, per un periodo particolare della storia, a causa della mentalità degli Arabi di quell’epoca che erano abituati al divorzio facile. Con Mosè è stata la stessa cosa.

L’Intenzione di Dio, però, è immutabile. Essa è riportata da Gesù nel Vangelo:

“Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi”.
Gli obiettarono: “Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e mandarla via?” Rispose loro Gesù: “Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così…” (Matteo 19,3-8)

In un’altra occasione Gesù disse allo stesso modo:

“Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio.” (Marco 10,11-12)

“Ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all’adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.” (Matteo 5,32)

Paolo nelle sue lettere attesta ugualmente il carattere immutabile del matrimonio nell’Intenzione di Dio:

“Agli sposati poi ordino, non io, ma il Signore: la moglie non si separi dal marito, e, qualora si separi, rimanga senza sposarsi o si riconcili con il marito, e il marito non ripudi la moglie.” (1 Corinzi 7,10-11)

Se Dio ci ha prescritto il matrimonio “per il meglio e per il peggio”, ci darà la forza per superare tutte le difficoltà e le prove del matrimonio. All’interno del matrimonio, bisogna sapere perdonare. Gesù ha detto di perdonare non 7 volte, ma 77 volte (Matteo 18,22). E nessuno di noi è perfetto.
Ma con la grazia e la preghiera, tutte le difficoltà, anche quelle in apparenza insormontabili, possono essere superate. L’Amore nutrito dalla preghiera e dal sacrificio ci dona la forza di rafforzare il matrimonio ogni giorno di più per la Gloria di Dio e la pace interiore dei nostri figli.

Infatti, è inconcepibile che dei veri credenti divorzino (quando tutti e due siano dei veri credenti), perché il matrimonio è la via della santificazione tramite il superamento del sé. Tale è l’Intenzione di Dio.

Ecco perché Maometto disse in una hadith considerata autentica:

“Iblis stabilisce il suo trono sull’acqua e invia le sue legioni. Il demone che è (in seguito) a lui più vicino è colui che è riuscito a creare le più grandi agitazioni (fitna). Uno dei demoni vieni da lui e gli dice: “Ho fatto questo e quello”. Ma lui gli risponde: “Tu non hai fatto niente”. Poi uno degli altri viene e dice: “Io non l’ho risparmiato [un tale uomo], finché non abbia provocato la separazione tra lui e sua moglie”. Iblis si avvicina a questo demone e gli dice: “Hai fatto bene!” (riportata da Muslim, n° 2813, e altre).”

In altre parole, il divorzio è il frutto dell’opera del diavolo.

Bisogna nella preghiera resistere al demonio del divorzio e ricercare con il coniuge la via dell’apertura, del dialogo, del perdono e dell’amore.

Che Dio le dia la forza di camminare in questa Via.

Sito Pierre 2

PS: Estratti da “Sguardo di Fede sul Corano”, paragrafo 3.3.2, il matrimonio (sul nostro sito):

Osservando la società araba moderna, constatiamo la riuscita del piano pedagogico di Dio nella pratica della monogamia. Oggi, la grande maggioranza degli Arabi ha una sola moglie e la poligamia è screditata. Parimenti, il divorzio è disprezzato nella maggior parte delle famiglie arabe, costituisce generalmente l’ultimo rimedio nei casi molto gravi e seri. Grande è la differenza fra la società islamica di oggi e la società preislamica, dopo il passaggio del soffio vivificante del Corano.

Anche il Vangelo adotta lo stesso atteggiamento pedagogico verso il matrimonio e il divorzio: i Farisei che praticavano liberamente il divorzio, interrogarono il Messia a questo proposito, per metterlo alla prova:

“È lecito a un uomo ripudiare (divorziare) la propria moglie per qualsiasi motivo?”. Ed egli rispose: “Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi”. Gli obiettarono: “Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e mandarla via?”. Rispose loro Gesù: “Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così.” (Matteo 19,3-8).

Bisogna sottolineare l’atteggiamento sconcertato degli stessi Apostoli quando ascoltarono le parole del Maestro:

“Gli dissero i discepoli: “Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi”. Egli rispose loro: “Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca!” (Matteo 19,10-12).

Da questa storia risultano due fatti importanti: il primo è che fu Mosè a permettere di dare l’atto di divorzio, non Dio. Mosè autorizzò questo come un passo pedagogico, una concessione temporanea, a causa dell’immaturità psicologica degli uomini di quel tempo, concessione che bisognava superare più tardi per ritornare allo stato d’origine voluto da Dio, come l’ha spiegato il Messia. Gli Ebrei, però, attaccati alle tendenze umane, si aggrapparono alla lettera della Legge, rifiutando di elevarsi fino all’intenzione divina.

Il secondo fatto da ricordare è che il Messia, partendo dal suo discorso sul matrimonio e sul divorzio, è andato più lontano, lodando la castità di coloro “che si sono resi eunuchi da soli per possedere il Regno di Dio”. Quest’espressione non implica un’operazione chirurgica né un celibato perpetuo, ma un matrimonio fedele improntato su sentimenti profondi e spirituali. Non si tratta più di appagare gli istinti puramente sessuali, ma di dominarli, fino all’incontro con il compagno o la compagna scelto/a da Dio. Essi si fanno così spiritualmente “eunuchi”, che significa casti e fedeli nel matrimonio unico per tutta la loro vita.

Anche il Corano parla della castità dicendo: “Quelli che non trovano un partito, per mancanza di mezzi, si mantengano casti, finchè Dio non li arricchisca della sua grazia (mandando lo sposo o la sposa)” (Corano XXIV; La Luce, 33).

Gli Arabi al tempo dell’anarchia disprezzavano la continenza e la castità prematrimoniale. Questa virtù era ignorata, ossia disprezzata, al punto che quelli che la praticavano erano accusati di mancanza di virilità. È il caso, ancora oggi, nei paesi cosiddetti cristiani.

Gli insegnamenti coranici hanno portato i loro buoni frutti nei cuori di molti Arabi. Il Corano è l’istigatore dell’evoluzione della società islamica anche se alcuni dei suoi insegnamenti sono rimasti infruttuosi presso parecchi Mussulmani che si sono chiusi allo spirito coranico. Ugualmente, il Vangelo non ha portato i suoi frutti nel cuore dei molti Cristiani che hanno disprezzato la castità e la santità del matrimonio.

Estratti da “Reazioni al libro Sguardo di Fede sul Corano”:

Seconda Risposta allo Cheikh K.R.:

“…Voi vi siete arrabbiato con me perché ho detto che il divorzio, che era anarchico all’epoca dell’ignoranza araba, è oggi disprezzato nel mondo arabo, dopo il passaggio del soffio vivificante del Corano. Che cosa c’è in questi proponimenti da mettervi così in collera? Vi ricordo le parole del nobile profeta Maometto nelle sue Discussioni: “Per Dio, il divorzio è la più odiosa delle cose permesse (delle “permissibili”)”. Non devo commentare queste parole profetiche perché c’è una saggezza per quelli che sono capaci di comprendere

Il perdono dei peccati

Tempo fa mi ha inviato una risposta alla mia domanda concernente la confessione dei peccati. Ecco un estratto della sua e-mail:

“Con l’Apocalisse, Gesù consacra sacerdoti tutti coloro che credono nel Libro aperto, perdona i loro peccati e la seconda morte non ha potere su di essi (Apocalisse 1,6 / 20,6).
In più, “chiunque è nato da Dio non commette peccato… non può peccare perché è nato da Dio”, ha detto San Giovanni (1 Giovanni 3,9).
Allora dove non c’é peccato, non c’é neppure bisogno di confessione. Tutto é cambiato e rinnovato nel “Cielo Nuovo e nella Terra Nuova” (Apocalisse 21,1), nella quale non c’è più tempio o chiesa o sinagoga per i credenti, essendo essi stessi il Tempio e il Luogo d’incontro con il Padre (1 Corinti 3,16-17 / Apocalisse 21,22)”.

Ho notato tuttavia che nella Bibbia é scritto che se diciamo che siamo senza peccato… la verità non é in noi (1 Giovanni 1,8+).

Per comprendere ciò che Giovanni dice nella sua prima Lettera a proposito del peccato bisogna distinguere tra:

I “piccoli” peccati quotidiani, delle imperfezioni che noi tutti commettiamo e dai quali Gesù ci lava nel Suo Sangue ogni giorno tramite la Cena di Gesù.

I peccati più gravi attraverso i quali feriamo per esempio un fratello. Da questo genere di peccati, allo stesso modo, Gesù ci lava nel Suo Sangue ogni giorno, quando Gli domandiamo perdono dal profondo del cuore. Contemporaneamente, è buona cosa in questi casi andare a chiedere perdono direttamente al fratello che abbiamo ferito. Questo è il significato delle parole di Gesù: “Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo!” (Matteo 5,23-26) e anche “Se un tuo fratello pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdonagli. E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai” (Luca 17,3-4). Il vero pentimento, dal profondo del cuore, è la condizione per ottenere il perdono.

Infine c’è il peccato contro lo Spirito Santo, che è un peccato volontario, con cognizione di causa, per il quale non vi è perdono (Matteo 12,31-32) e per il quale Giovanni dice che non bisogna più pregare (1 Giovanni 5,16).

Bisogna quindi distinguere in Spirito di quale genere di peccato Giovanni parli. Scrivendo: “Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi” (1 Giovanni 1,8), Giovanni parla delle prime due categorie di peccato. Noi tutti commettiamo degli errori.

Quando egli dice: “Chiunque è nato da Dio non commette peccato…” (1 Giovanni 3,9), Giovanni parla del peccato contro lo Spirito Santo. Chi è generato da Dio non può commettere un tale peccato

Nella comprensione delle Sacre Scritture è importantissimo elevarsi allo Spirito e non attaccarsi alla lettera, così come scrive Paolo “…la lettera uccide, lo Spirito dà vita” (2 Corinzi 3,4-6).

È dai peccati delle categorie 1) e 2) che Gesù ci lava ogni girono con il Suo Sangue. In effetti, proseguendo la lettura di 1 Giovanni 1,8 è chiaro come sia Gesù “a purificarci da ogni iniquità”, perché “ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il Suo Sangue” (Apocalisse 1,5).

Negli ultimi tempi (i nostri) questo avviene nella comunione quotidiana al Corpo e al Sangue di Gesù, presi nell’intimità delle case come desiderio espresso da Gesù (Apocalisse 3,20). Non c’è più dunque bisogno di andare a confessarsi da un sacerdote. Questo fa parte del “Cielo nuovo e della Terra Nuova” (Apocalisse 21,1). Ad ogni modo, in questa Gerusalemme Celeste, ogni uomo e ogni donna che credano al Messaggio apocalittico rivelato il 13 Maggio 1970 diviene sacerdote (Apocalisse 1,6).

Questo è il Piano meraviglioso di nostro Padre nella Restaurazione Universale profetizzata da Pietro (Atti 3,19-21).

Approfondimenti Leggere il Corso Biblico, Lezione 12 paragrafo VII

Posso essere ancora salvato?

Fino a qualche anno fa guardavo ancora siti pornografici. Il mio spirito mi dice che probabilmente non vedrò il volto di Dio. Ora come penitenza dovrei, per quanto mi è possibile, allontanarmi dalla luce del sole, ossia vivere al buio il più possibile.

Dopo avere pregato e chiesto il Consiglio del nostro Papà, ti diamo la seguente risposta:

Il fatto che tu ci scriva è già una confessione. Dunque, ora chiedi perdono a Dio dal profondo del cuore.

In seguito non guardare più al passato. Pierre aveva ricevuto il seguente Messaggio il 04.01.2009: “Non guardare mai indietro: ciò che eravamo… ecc…, ma verso ciò che siamo e saremo: dei figli e delle figlie di Dio, vittoriosi,vittoriosi per la sua Santa Grazia!”

È il demonio che ti dice di vivere nell’oscurità. Gesù ti invita a vivere nella Luce. Il demonio vuole scoraggiarti opprimendoti con il tuo passato. Non ascoltarlo. Riconoscilo in questi pensieri negativi e scaccialo tramite l’Immacolata Concezione e con piccole invocazioni ripetute frequentemente come: “Cara Mamma, aiutami a liberarmi di tutto ciò”. “Mamma, ti confido questi pensieri, scacciali”. “Io ti ordino Satana, vattene in Nome dell’Immacolata Concezione”.
Sii forte G. Nostro Padre ci vuole forti.

Ricordati che se credi al messaggio Apocalittico rivelato a Pierre nel 1970, allora sei sacerdote apocalittico. Allora, prendi Gesù ogni giorno nel Pane di Vita in casa, con amore, nell’intimità come è spiegato sul sito. Egli appunto si dà a noi in “Remissione dei peccati”:
“Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: ‘Prendete e mangiate; questo è il mio corpo’. Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: ‘Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati’.” (Matteo 26,26-28)
È nel Pane di Vita quotidiano che Gesù ci lava in profondità dai nostri errori e dai nostri peccati.

E poi, caro G., dopo ciò, vivi nella Luce. Vivi nella Sua Luce.
È a questo che sei chiamato.
I nostri peccati non sono niente, quando li gettiamo con amore e pentimento nel Sangue di Gesù che è colato a profusione sulla Croce per noi.

G., ti amiamo. Coraggio
Sito Pierre2

PS: Ecco altri Messaggi Celesti a Pierre da meditare:

03.01.1995: “Pentirsi tutti e chiedere perdono. Poi vivere nel pentimento, per vivere nel perdono. Vivere nella vigilanza per non ricadere”.

01.01.2006: “L’amore copre una moltitudine di peccati”

07.07.1990: Gesù ci parla del Pane di Vita: “Avevo detto ai vostri fratelli, i primi apostoli, che Io mi consegnavo a loro tramite il mio Corpo e il mio Sangue per la remissione dei peccati. Quello che rimette i peccati sono Io. Io rimetto i vostri peccati perché venite a Me che sono nel Pane di Vita. Avevo anche fatto il comandamento della perfezione: “Siate perfetti come vostro Padre celeste è perfetto”, ben sapendo che voi, da soli, non potevate riuscirci. È per questo che ho detto: “Senza di Me non potete fare nulla”. Ed è ancora la ragione per la quale Io mi dono a voi nel Pane di Vita, affinché con Me voi possiate riuscirci, ed elevandovi, voi eleviate gli uomini”.

Padre Pio diceva:
“Il mio passato, oh Signore, alla tua Misericordia, il mio presente al Tuo Amore, il mio avvenire alla tua Provvidenza”.

Salmo 38 (37) (ribattezzato da Pierre2)

“Signore, Nostro buon Padre,
non mi hai punito secondo il Tuo giusto furore.
La Tua compassione paterna mi ha fatto uscire dal mio peccato.
Le mie offese salivano più alte della mia testa,
ero prostrato, abbattuto a morte per i miei peccati;
ero senza forze, annientato, triste e demoralizzato.
Ignoravo, tenero Padre, che tutti i miei sospiri erano davanti a Te,
che nessuno dei miei pensieri ti era nascosto.
Anche il mio cuore veniva meno, la mia forza mi abbandonava,
ho sofferto dei miei peccati.
Ma Tu, Padre amatissimo, Ti sei rivelato a me.
Mi hai mandato il Tuo Messia, ho sentito la sua Voce,
ho riconosciuto i miei errori, mi sono pentito.
Allora la Tua grazia mi ha sostenuto per non ricominciare mai più.
Ho bevuto di Gesù le Parole vivificanti,
ero come la samaritana al bordo di questo Pozzo di Vita.
Grazie a Lui ho ripreso vita e la gioia germogliò nel mio cuore prostrato.
Poi mi rivelasti Maria, Ella mi inondò della sua luce,
Ella mi sostiene nel nobile combattimento per la gloria del Tuo Nome.
Ho voluto dividere queste luci divine con i miei genitori, i miei amici e i miei compagni,
ma si girarono tutti contro di me e si tennero a distanza.
Mi hanno teso delle trappole, vollero la mia vita e tramarono dei complotti.
E io non aprivo bocca.
Ti dicevo: “È in Te Signore Gesù, è in Te che spero.
Signore Gesù, mio Dio, sei Tu che risponderai!”
Quelli che mi nuocevano senza ragione si erano moltiplicati.
Cercano ancora di osteggiarmi per avere cercato il bene.
Vogliono abbattermi per aver detto la Verità,
mi rendono male per il bene che ho fatto loro,
mi osteggiano per avere compiuto la Tua Volontà.
Tu, nostro Padre, Tu non mi abbandonerai.
Tu sei qui vicino a me, Tu sei in me.
Affrettati a soccorrermi, Padre, vieni rapidamente in nostro aiuto.
Oh! Tu nostra salvezza”.