Certuni sono convinti che ci sia una differenza tra il Corano e la Bibbia riguardo il peccato di Adamo e la sua propagazione alle generazioni future.

Alla luce dei principi emessi in “Sguardo di Fede sul Corano” abbiamo analizzato e confrontato il testo biblico della caduta di Adamo nella Genesi con i testi del Corano concernenti la tentazione di Adamo e la reazione di Dio. Questi ci conducono automaticamente ad affrontare anche il soggetto della riconquista del Paradiso o del Giardino.

In questa ricerca ci appoggiamo dunque ai principi già enunciati di “basarci sui Libri Luminosi” (Corano XXII; Il Pellegrinaggio,8) della Bibbia e il Corano, di “ricercare il senso spirituale” del testo non fermandosi alla lettera (Corano XXII; Il Pellegrinaggio,11) e infine di discutere “tramite il migliore” degli argomenti (Corano XXIX; Il Ragno,45).

Primo racconto del peccato di Adamo nel Corano

In questo primo racconto (Corano II; La Vacca,32-36) Dio rivela:

“Dicemmo: ‘O Adamo, abita tu e la tua sposa nel Giardino, e mangiate dei frutti di esso abbondantemente, a vostro piacere, però non vi avvicinate a quest’albero, perché non diventiate degli iniqui’. Però Satana li fece scivolare da esso e li fece bandire dal luogo in cui si trovavano; allora dicemmo: ‘Scendete, voi sarete nemici gli uni degli altri. Sulla terra avrete una dimora e un godimento per un tempo limitato’.” (Corano II; La Vacca,33-34)

Il testo della caduta di Adamo nella Genesi rivela in altri termini le stesse verità:

  • Non mangiare dell’albero: “Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: ‘Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti’.” (Genesi 2,16-17)
  • Satana li fece scivolare: “Ma il serpente disse alla donna: ‘Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come dei, conoscendo il bene e il male’. Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile… Prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito…” (Genesi 3,6-7)
  • Scendete: “Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto. Scacciò l’uomo…” (Genesi 3,23-24)
  • Sarete nemici gli uni degli altri: Dopo essere stati scacciati dal Paradiso, Adamo ebbe due figli Caino e Abele. Caino uccise Abele per gelosia: “Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise” (Genesi 4,8). In seguito a questo atto Dio maledisse Caino come prima aveva maledetto il serpente. In seguito il male aumentò ancora sulla terra. Questo è raccontato simbolicamente nel canto di violenza di Lamech in Genesi 4,23-24. Gli uomini sono quindi proprio divenuti nemici gli uni degli altri, come descritto nel Corano.

Nel testo del Corano precitato, Dio avvertì Adamo di non mangiare del frutto di un albero preciso dicendo: “diventerete degli iniqui”. E di seguito disse: “voi sarete nemici gli uni degli altri”. Ciò equivale alla morte spirituale. È il significato dell’avvertimento di Dio in Genesi 2,16-17: “Dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti”.

Il primo racconto della tentazione di Adamo nel Corano continua così:

“Adamo ricevette parole dal suo Signore e Allah accolse il suo pentimento. In verità Egli è Colui che accetta il pentimento, il Misericordioso. Dicemmo: ‘Scendete da esso tutti quanti! Verrà a voi da me una Direzione, quelli che seguiranno la mia Direzione, non avranno alcun timore, ne essi si rattristeranno.” (Corano II; La Vacca,35-36)

Il pentimento di Adamo significa che egli rimpianse il proprio errore. Il danno, però, era fatto. Egli aveva gustato “dell’albero della Conoscenza del bene e del male”. Vale a dire che ascoltando il diavolo aveva voluto decidere egli stesso ciò che era bene e ciò che era male. In definitiva egli aveva voluto prendere la sua indipendenza nei confronti di Dio.
È questo ciò che il Corano chiama “diventare degli iniqui”. Il peccato è entrato nell’uomo tramite Adamo. Egli ebbe tuttavia una specie di pentimento. Questo è detto chiaramente nel Corano e in forma simbolica nella Bibbia: “Il Signore Dio fece all’uomo e alla donna tuniche di pelli e li vestì” (Genesi 3,21). Dio ebbe dunque pietà di Adamo e nascose la sua nudità. Egli si prese cura di lui. Questo è il simbolo del fatto che Dio non lo avrebbe abbandonato.
Da notare che Adamo non fu maledetto da Dio come fu in seguito il suo discendente Caino che uccise suo fratello (Genesi 4,11).

La conseguenza di questa rivolta contro Dio, sempre secondo il Corano, è che Dio disse loro “Scendete”. Cioè lasciate questo luogo, lasciate il Giardino dell’Eden, il Paradiso. Poi nel versetto 36 precitato, Dio insistette: “Scendete tutti quanti” e ciò malgrado il pentimento di Adamo descritto prima. Questo significa che non solo Adamo ed Eva dovettero lasciare il Giardino (il Paradiso), ma anche i loro discendenti.

La Genesi dice a questo proposito:

” (Dio) Scacciò l’uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita.” (Genesi 3,24)

Bisogna distinguere tra il peccato di Adamo che è l’inclinazione ad ascoltare il diavolo e che è stato ereditato da tutti gli uomini e i peccati commessi per esempio dai nostri genitori che non sono da imputare a noi.

Il Corano dice a questo proposito:

“Ogni anima non opera il male, se non contro sè stessa, né alcuna anima portante un peso, porterà il peso di un’altra.” (Corano VI; Il Gregge,164)

La Bibbia proclama la stessa verità. Il profeta Ezechiele diceva già:

“Colui che ha peccato e non altri deve morire; il figlio non sconta l’iniquità del padre, né il padre l’iniquità del figlio.” (Ezechiele 18,20)

E Gesù conferma a proposito della domanda dei discepoli sul cieco dalla nascita:

“Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco? – Rispose Gesù: ‘Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio’.” (Giovanni 9,1-2)

Infine, dopo l’errore di Adamo, Dio lascia la porta aperta a una riconciliazione futura dicendo:

“Scendete da esso tutti quanti! Verrà a voi da me una Direzione.” (Corano II; La Vacca,36)

Questa Direzione è quella data più tardi tramite i profeti del Vecchio Testamento, poi tramite Gesù, il Messia di Dio, e infine tramite il profeta Maometto.

La Genesi riporta allo stesso modo la promessa di questa Direzione futura per ritrovare la Strada verso Dio:

“Allora il Signore Dio disse al serpente: ‘…Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno’.” (Genesi 3,15)

Questa donna è la Vergine Maria da cui nascerà Gesù, il Messia di Dio, annunciato dai profeti del Vecchio Testamento e attestato più tardi dal profeta Maometto. Ella schiaccia il Serpente, perché ella e suo figlio Gesù sono i soli che non hanno mai conosciuto il peccatto, come attesta il profeta Maometto in una Hadith:

“Nessun uomo nasce senza che il diavolo lo tocchi fin dalla sua nascita ed egli grida a causa di questo tocco satanico, ad eccezione di Maria e di suo Figlio.”

(Questo versetto delle “Nobili Discussioni” si trova nell’interpretazione di “Jalalein”, dopo il versetto 31 della Sura La Famiglia d’Imran; è una hadith riportata da Abi Houraira, vedere http://www.el-ilm.net/t1333-maryam-bint-imran. È anche riportato in modo leggeremente modificato da Al Bokhari, vedere (libro in francese) “L’authentique tradition musulmane, choix de hadiths”, Fasquelle, p. 48).

Solo Gesù e Maria sono stati preservati dalla contaminazione del peccato di Adamo. Essi non hanno mai ascoltato i suggerimenti del diavolo (Corano CXIV; Gli Uomini,1-6). Vivevano interiormente in Paradiso, nel Giardino di Dio, in armonia totale con Dio. Non l’hanno mai lasciato.

La Loro Missione è riaprirci la Strada per ritornarvi.

Secondo racconto del peccato di Adamo nel Corano

Il secondo racconto del peccato di Adamo nel Corano ci rivela altri dettagli:

“Ora Satana fece loro un cattivo suggerimento, per mostrare a essi la loro nudità, che era a essi nascosta e disse loro: ‘Il vostro Signore non vi ha proibito di questo albero, se non per timore che diventiate due angeli o diventiate immortali’. Giurò loro: ‘In verità, io sono per voi due un consigliere benevolo’. Così li sedusse con inganno e, quando ebbero gustato dell’albero, apparve loro la propria nudità ed essi presero ad appuntare su di sé foglie del giardino.” (Corano VII; L’A’raf,19-21)

Questo ricalca completamente il testo biblico:

” (Eva) prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.” (Genesi 3,6-7)

Il serpente ha dunque balenato davanti ad Adamo ed Eva la prospettiva di diventare “degli angeli o degli esseri immortali” o di divenire “degli dei”. Ed essi si sono lasciati sedurre. Sono “caduti” per la seduzione del diavolo, come ha detto il Corano, e hanno realizzato che erano nudi. In sostanza, hanno perduto la loro innocenza e la loro armonia interiore con Dio. La nudità che in origine era naturale e pura è diventata oggetto di concupiscenza e di vergogna. Il peccato e il disequilibrio hanno preso il sopravvento. Secondo la Bibbia e il Corano questi sono la concupiscenza, lo squilibrio nella coppia, il piacere effimero, il lavoro estenuante, l’ingiustizia, il fatto di essere nemici gli uni degli altri. Adamo è diventato “infelice”.

Il Corano continua un po’ più avanti dicendo:

” (Adamo ed Eva) Risposero: ‘Nostro Signore, siamo stati iniqui contro noi stessi e, se non ci perdoni e non hai pietà di noi, saremo dei perditori’. ‘Scendete’, disse Dio, ‘nemici l’uno dell’altro, avrete sulla terra un soggiorno e un usufrutto temporaneo’; ‘Su di essa’, soggiunse, ‘vivrete e in essa morirete, e da essa verrete fatti uscire’.” (Corano VII; L’A’raf,22-24)

Questo testo conferma che Adamo ed Eva si sono pentiti. Hanno riconosciuto che avevano bisogno del perdono di Dio. Malgrado questo Dio ha detto loro: “Scendete”. E gli ha annunciato che serebbero morti sulla terra. Questa è chiaramente una conferma del testo della Genesi. Dio scacciò Adamo ed Eva dal Paradiso ed essi dovettero passare per la morte fisica. La Genesi rivela che Dio disse loro:

“Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!” (Genesi 3,19)

Più avanti nella stessa Sura del Corano, Dio rivela la Direzione futura già menzionata:

“O figli di Adamo, in verità, verranno a voi apostoli, d’infra voi, a narrarvi i miei Segni, e quelli che temeranno Dio e si correggeranno non avranno nulla da temere, né si contristeranno. Quelli, invece, che tratteranno di menzogna i miei Segni, e, per superbia, se ne allontaneranno, quelli saranno i compagni del Fuoco, in cui rimarranno in eterno.” (Corano VII; L’A’raf,33-34)

Oramai è ascoltando i profeti e cambiando vita profondamente che l’uomo può ricominciare la sua strada verso Dio. Maometto riassume questa via nella stessa Sura:

“Dì loro: il mio Signore ordina l’equità; drizzate quindi il vostro volto verso ogni luogo di preghiera e invocateLo, offrendo a Lui un culto puro.” (Corano VII; L’A’raf,28)

“Dì: il mio Signore ha vietato solo le turpitudini (ignominie) palesi o nascoste, il peccato e la ribellione ingiusta, e vi ha vietato pure di associare a Dio ciò per cui Egli non ha fatto scendere a voi autorizzazione (il denaro, i piaceri irregolari, ecc.), e di dire, a carico di Dio, ciò che non sapete.” (Corano VII; L’A’raf,31)

L’uomo è libero di ritornare a Dio per la Strada indicata o continuare a seguire i suggerimenti del Diavolo.

Il peccato di Adamo è la disposizione ad ascoltare il Diavolo. Questa disposizione ha messo un muro tra l’uomo e Dio. Il profeta Isaia diceva già:

“Ma le vostre iniquità hanno scavato un abisso fra voi e il vostro Dio; i vostri peccati gli hanno fatto nascondere il suo volto.” (Isaia 59,2)

E il profeta Davide conferma:

“Ecco, nella colpa sono stato generato, nel peccato mi ha concepito mia madre.” (Salmi 51,7)

Adamo ed Eva non avrebbero mai dovuto ascoltare la voce del Serpente. Non si discute con il diavolo. Gli si chiude la porta.

Il libro della Sapienza riassume così il peccato di Adamo:

“Sì, Dio ha creato l’uomo incorruttibile; lo fece a immagine della propria natura. Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono.” (Sapienza 2,23-24)

A queste parole bisogna contrapporre quelle di Gesù:

“In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità vi dico: è venuto il momento, ed è questo, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso; e gli ha dato autorità di giudicare, perché è Figlio dell’uomo.” (Giovanni 5,24-27)

E anche, queste parole di Gesù a Marta, la sorella di Lazzaro:

“Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno.” (Giovanni 11,25-26)

È la resurrezione dell’anima che ascolta la parola di Vita, se ne nutre e “corregge” la sua vita secondo l’espressione di Maometto: “quelli che temeranno Dio e si correggeranno non avranno nulla da temere, né si contristeranno” (Corano VII; L’A’raf,33 – vedere anche 1 Giovanni 3,14).

Oggi questa correzione passa attraverso l’impegno contro l’Anticristo. E anche qui Gesù e Maometto sono perfettamente d’accordo (vedere “L’Anticristo nell’Islam” e “L’Apocalisse secondo Maometto”).

In definitiva, questo confronto sommario tra i testi del Corano e della Bibbia mostra che i due Libri Ispirati concordano perfettamente. Il profeta Maometto ha riportato un riassunto della caduta di Adamo e della storia dei suoi discendenti. I racconti dell’uno completano quelli dell’altro come dice il Corano stesso:

Un Libro (il Corano) i cui versetti sono stati esposti chiaramente; un Corano (una lettura) arabo, per uomini che hanno intelligenza…Non viene detto a te (Maometto) se non ciò che è stato detto ai messaggeri (biblici) che ti precedettero…” (Corano XLI; I Versetti Esposti Chiaramente,3 e 43-44). (Vedere “Sguardo di Fede sul Corano”)

Non vi è dunque alcuna contraddizione tra il testo della caduta di Adamo nella Bibbia e quello del peccato di Adamo nel Corano.
Così il Corano raggiunge del tutto il racconto biblico secondo la parola di Dio poco dopo la prima narrazione della caduta di Adamo:

“O figli di Israele… Credete a ciò che ho fatto scendere (il Corano) a conferma di quanto è presso di voi (la Bibbia).” (Corano II; La Vacca,38)

Terzo racconto del peccato di Adamo nel Corano

La terza narrazione del peccato di Adamo nel Corano ci chiarisce ancora altri aspetti:

“Noi dicemmo: ‘O Adamo, questi, invero, è un nemico per te e per la moglie tua; quindi che non vi faccia uscire dal Paradiso, si che tu divenga infelice’. A te è concesso che, in esso, tu non debba soffrire fame, né rimanere nudo, e neppure vi debba soffrire sete, o calore solare. Però Satana sussurrò a lui dicendo: ‘O Adamo, ti condurrò io all’Albero dell’immortalità e a un regno imperituro?” (Corano XX; Le lettere T. H.,115-118)

Dio descrive qui lo stato del Paradiso: né fame, né nudità, né sete, né sofferenza per il calore del sole. È lo stato interiore dell’anima interamente appagata dall’Amore e dallo Splendore di Dio. L’anima è innocente e pura e non conosce la nudità. La sua sete è estinta dalla visione della Perfezione di Dio. Ella è impermeabile al calore del falso sole della menzogna. È lo stato della felicità e dell’armonia interiore di colui che è totalmente attaccato a Dio.

Nell’Apocalisse, Giovanni descrive con le stesse parole lo stato interiore di coloro che hanno trionfato nella Grande Prova della Bestia e che sono rivestiti di bianche vesti:

“Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: ‘Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?’. Gli risposi: ‘Signore mio, tu lo sai’. E lui: ‘Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello (Gesù). Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo santuario; e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro. Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il sole, né arsura di sorta, perché l’Agnello che sta in mezzo al trono sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita. E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi’.” (Apocalisse 7,13-17)

In sostanza, il coinvolgimento totale contro la Bestia su tutti i piani permette all’uomo di recuperare il Paradiso interiore perduto. È la grande Ricompensa di Dio ai suoi Testimoni fedeli, coloro che hanno resistito alla Bestia fino alla fine.

Infine, nella Sura T. H. menzionata qui sotto, il diavolo fa balenare davanti ad Adamo “l’Albero dell’Immortalità” e un “regno imperituro”. Vuole convincerlo ad accettare un regno terrestre con un potere temporale. Adamo cade nella tranello e accetta. Il testo continua dicendo: “Mangiarono così ambedue di esso e apparì ad essi la loro nudità, sì che presero a cucire su di sé delle foglie del paradiso; così fu Adamo ribelle al suo Signore e perciò errò.” (Corano XX; T. H.,119)

Accettando il regno terrestre che il diavolo gli offre, Adamo si ritrova “infelice”.

Questa è la situazione dei Sionisti di oggi. Il diavolo ha offerto loro un regno terrestre potente ed essi lo hanno accettato, facendo nascere lo Stato ingiusto d’Israele, l’Anticristo, annunciato da Gesù e Maometto. Questo Stato è votato alla disfatta assoluta, perché ha sfidato Dio (1 Samuele 8,7: “…perché costoro non hanno rigettato te, ma hanno rigettato Me (Dio), perché io non regni più su di essi”. Vedere “Il Dramma di Gesù”).

Gesù, invece, ha rifiutato il regno terrestre che il diavolo gli aveva offerto:

“Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: ‘Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai’. Ma Gesù gli rispose: ‘Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto’. Allora il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano.” (Matteo 4,8-11)

Gesù, tramite il suo rifiuto del regno terrestre, ha cancellato l’errore di Adamo e ci ha aperto la Strada del Ritorno a Dio nostro Padre.

Paolo dice:

“Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo.” (1 Corinzi 15,21-22; meditare anche Romani 5,10-21)

Il trionfo di Gesù sui demoni si realizza in due tempi. In un primo tempo sulla Croce, “ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori” (Giovanni 12,31). “Il mio regno non è di questo mondo” aveva risposto a Pilato (Giovanni 18,36), poco prima di essere condannato. Gesù ha preferito andare fino alla Croce, piuttosto che accettare un regno terrestre. Morendo sulla Croce ha estirpato dal cuore dei suoi Apostoli ogni aspettativa di un Messia sionista e di un regno sionista. E ha anche estirpato dal cuore di tutti i suoi discepoli futuri l’attrattiva del materialismo e del potere che sono un’altra forma di sionismo.

In un secondo tempo, Gesù trionfa tramite il Suo Ritorno già iniziato oggi. Questo trionfo si compirà perfettamente quando i figli della Vergine Maria, Madre di Gesù, che sono anche i degni figli di Fatima, e tutti coloro che li sostengono, animati dallo Spirito di Gesù e di Maometto, schiacceranno definitivamente Israele, la Bestia dell’Apocalisse (vedere “La chiave dell’Apocalisse” e “L’Apocalisse secondo Maometto”).

Allora molte anime ritornerrano alla vera vita (Apocalisse 20,13). È la prima Resurrezione, è la Resurrezione dell’anima che ritorna alla Vita (Apocalisse 20,5). Essi entreranno di nuovo nel Paradiso interiore di pace, d’amore e di giustizia, e potranno di nuovo mangiare “dell’Albero di Vita”:

“Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all’albero della Vita e potranno entrare per le porte nella Città.” (Apocalisse 22,14)

Tramite il combattimento contro l’Anticristo, animati dallo Spirito di Gesù di Ritorno fra noi e dallo Spirito di Maometto, gli uomini hanno la possibilità di recuperare lo stato d’armonia e d’amore interiore con Dio, perduto con Adamo. Essi possono “disporre dell’albero di Vita”. È la Riconquista del Paradiso perduto.

Questa Riconquista si compie in modo particolarmente efficace tramite il Pane di Vita, Regalo divino a tutti quelli che si saranno impegnati in questa lotta (Apocalisse 3,20). È la Tavola che scende dal Cielo, di cui il profeta Maometto aveva parlato:

“Gli apostoli dissero: ‘O Gesù, figlio di Maria, può il tuo Signore far scendere dal Cielo su di noi una Tavola imbandita?’; ‘temete Dio’, rispose Gesù, ‘se siete credenti’. ‘Noi vogliamo’, essi dissero, ‘mangiare di essa, affinché si rassicurino i nostri cuori e sappiamo che Tu ci hai detto la verità e siamo di quella testimoni’ (testimoni della Tavola). Gesù, figlio di Maria, disse allora: ‘O Dio, Signor nostro, fa’ scendere su di noi, dal Cielo, una Tavola imbandita, la quale sia per noi una festa, per il primo come per l’ultimo di noi, e un Segno da parte Tua; provvedici quindi del necessario (nutrici) poiché Tu sei il migliore dei sostentatori’. Dio disse: ‘Io, in verità, la faccio scendere su di voi: però chi di voi, dopo di ciò, ancora non creda, Io, certo, lo punirò di un castigo, con cui non punirò mai alcun’altra delle creature’.” (Corano V; La Tavola,112-115)

Beati quelli che si nutrono di questa Tavola di “Festa” che ci riapre la porta del Paradiso!
(Vedere: “Il Pane di Vita nella Bibbia e nel Corano”, “Pane di Vita e Sacerdozio nuovo”, “Gesù ristabilisce il sacerdozio”)

Perchè questa Tavola è così importante?

Gesù è il solo che sia venuto in questo mondo senza alcuna macchia di peccato. Sua Madre è stata preservata da ogni macchia per circondarlo di purezza e di un ambiente Celeste.

Accettando di versare il suo Sangue sulla Croce ha riparato ai nostri errori. Come annunciato dal profeta Isaia 7 secoli prima: “Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti” (Isaia 53,5).

Il Suo Sangue ci lava dalle conseguenze della macchia di Adamo. Egli solo, la Parola di Dio e lo Spirito di Dio (Corano IV; Le Donne,169), poteva operare questo.

Per questo la Cena di Gesù, che è un sacrificio, ci lava l’anima così potentemente. Infatti questa santa Cena è la partecipazione alla Croce e alla messa a morte di Gesù, perché il Corpo e il Sangue sono separati come sulla Croce.

Prima della Sua Passione, Gesù, prendendo del pane e una coppa di vino disse ai suoi Apostoli:

“Prendete e mangiate; questo è il mio Corpo sacrificato per voi, per la Remissione dei peccati.
Bevetene tutti, questo è il mio Sangue, il Sangue della nuova Alleanza versato per voi e per molti per la Remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me.” (Luca 22,19-20 / Matteo 26,26-29)

Le espressioni “sacrificato per voi” e “versato per voi” indicano il Sacrificio che si fa nel presente. Così si compie la profezia di Malachia 1,10-11 dove Dio proclama: “Dall’oriente all’occidente grande è il mio nome fra le nazioni e in ogni luogo è offerto un sacrificio al mio nome e una oblazione pura, perché grande è il mio nome fra le nazioni.”

Le Parole di Gesù concernenti il Pane di Vita sono e rimangono sempre Vita eterna per tutti quelli che se ne nutrono (meditare in profondità Giovanni 6,32-63).

E Maometto sottolinea:

“In verità, chi si presenterà al suo Signore, avendo commesso delitti, avrà, per ricompensa, la Gehenna; egli non morrà in essa e non vivrà. Chiunque invece si presenterà a Lui, credente, e abbia fatto il bene, quelli avranno i gradi più elevati dei Giardini dell’Eden, sotto i quali scorrono i fiumi e in cui rimarranno eternamente; quella sarà la ricompensa di colui che si purifica.” (Corano XX; T. H.,76-78)

Purificarsi dei propri peccati equivale a “lavare la propria veste”. L’Apocalisse dice:

“Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all’Albero della Vita.” (Apocalisse 22,14)

È la Riconquista del Paradiso. Tramite il Combattimento ingaggiato contro l’Anticristo e la partecipazione alla Cena di Gesù, la Riconquista diventa possibile da quaggiù.

Infine Dio disse al profeta Maometto nel Corano:

“In verità ti abbiamo concesso una vittoria evidente, affinché Dio ti perdoni le tue colpe passate e future, perfezioni su di te la Sua Grazia e ti guidi sulla retta via; e affinché Dio ti presti ausilio possente. Egli è Colui che ha fatto scendere la Pace nel cuore dei credenti, affinché possano accrescere la loro fede: appartengono a Dio le armate dei Cieli e della Terra, Egli è il Sapiente, il Saggio. Lo ha fatto per far entrare i credenti e le credenti nei Giardini bagnati d’acque vive, dove rimarranno in perpetuo, per mondarli dei loro peccati e questa è una immensa felicità presso Dio.” (Corano XLVIII; La Vittoria,1-5)

E anche:

“Ecco la descrizione del Paradiso, che è stato promesso ai timorati di Dio: in esso sono fiumi di acqua incorruttibile, fiumi di latte, il cui gusto non cambia, e fiumi di vino, delizioso per coloro che lo bevono, inoltre, fiumi di miele purificato; avranno pure, in quello, di ogni sorta di frutta, e il perdono del loro Signore…” (confrontare con il Cantico dei Cantici 5,1) (Corano XLVII; Maometto,16-17)

Questi “fiumi di acqua incorruttibile” così come i “fiumi di vino, delizioso per coloro che lo bevono” corrispondono chiaramente alla Comunione al Sangue di Gesù che ci lava e ci reintroduce nel Paradiso perduto.

BR (18.02.2015)