Il Libro dell’Apocalisse è l’ultimo libro della Bibbia. Contiene un mistero che solo Gesù può rivelare. Questo mistero è stato rivelato a un uomo il 13 Maggio 1970. Esso concerne l’identità della Bestia dell’Apocalisse che altro non è che lo stato d’Israele.

Tutte le caratteristiche della Bestia dell’Apocalisse, che è l’Anticristo annunciato, si applicano perfettamente all’attuale stato d’Israele. Ciò è stato dimostrato su questo sito nel testo “La Chiave dell’Apocalisse”, al quale rimandiamo il lettore prima di incominciare il presente testo. Si raccomanda anche di leggere prima di questo sia il testo “L’Anticristo nell’Islam”, che “Sguardo di Fede sul Corano”.

Il libro “aperto”, la Bestia, la Fine dei Tempi, l’Ora del Giudizio, la Tromba, il Ritorno di Gesù, gli Apostoli degli ultimi Tempi, la Restaurazione universale sono altrettanti temi intimamente legati all’Apocalisse. Le profezie bibliche dell’Antico e del Nuovo Testamento ne parlano. Anche Maometto nel Corano affronta questi argomenti. Nel presente studio abbiamo raggruppato questi versetti in temi per mostrare la similitudine dei due testi dell’Apocalisse e del Corano e sottolineare l’Unità dell’Ispirazione di questi testi che riguardano il nostro tempo.

Il Libro dell’Apocalisse

Il Libro dei puri

Dio nel Corano attira la nostra attenzione in modo molto sottile e ricco d’immagini sul Libro dell’Apocalisse. Lo chiama “Illiyyûn”, il libro delle “altezze collocate”. È alla fine dei tempi che questo libro acquisirà importanza, poiché Maometto parla appena prima del “Giorno del Giudizio”. Il testo dice (Corano LXXXIII; I non riempienti la misura (frodatori),10-36):

“Guai, in quel Giorno a quelli che avranno accusato di menzogna gli inviati di Dio; e che avranno trattato di menzogna il Giorno del Giudizio… No!… Il Libro dei puri è l’Illiyyûn; -e chi ti farà comprendere cosa sia l’Illiyyûn?-. È un libro cifrato (sigillato), di cui faranno testimonianza i vicini a Dio… Certo i puri saranno tra delizie; adagiati sui letti elevati, staranno a guardare. Ravviserai sui loro volti lo splendore della felicità…”

Questo libro cifrato (sigillato) è il libro dell’Apocalisse che è sigillato da 7 sigilli (Apocalisse 5,1) ed è stato aperto tramite l’Angelo (l’Inviato) del capitolo 10. Come sottolineato da Maometto nel versetto precitato: “Di cui faranno testimonianza i vicini a Dio”.
Questi versetti del Corano sono un invito a consultare il libro dell’Apocalisse e a “mangiarne” il contenuto per essere in grado di riconoscere il Nemico di Dio e di “profetizzare di nuovo contro una folla di popoli, di nazioni, di lingue e di re” (Apocalisse 10,8-11), questa folla immensa che oggi sostiene la Bestia.

Il Libro posto in evidenza

Maometto precisa anche in quale momento questo libro acquisirà importanza (Corano XXXIX; Le truppe,68-70):

“Verrà soffiato nella tromba, e cadranno in deliquio tutti quelli che saranno nei cieli e sulla terra, eccetto quelli che Dio vorrà esentare da ciò… Brillerà, allora, la terra per la luce del suo Signore; il Libro sarà posto in evidenza, e verranno condotti i Profeti e i testimoni; verrà quindi pronunziata la sentenza fra essi secondo giustizia né a essi verrà fatto alcun torto. Verrà, allora, remunerata ogni anima per ciò che avrà fatto, ed Egli sa, meglio di chiunque, ciò che essi fanno.”

Questo “Libro posto in evidenza” nel momento del Giudizio è il Libro dell’Apocalisse. L’Apocalisse dice: “Furono aperti dei libri. Fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati in base a ciò che era scritto in quei libri, ciascuno secondo le sue opere” (Apocalisse 20,12). Questo “altro libro” che è stato “aperto” è il libro dell’Apocalisse. Esso permette di aprire i “libri” ispirati cioè di comprenderli in profondità secondo l’Intenzione di Dio.
Il Libro dell’Apocalisse è il Libro della Vita, perché restituisce la Vita a tutti coloro che identificano la Bestia, il Nemico di Dio, e si impegnano contro essa, esprimendo così il loro amore per Dio e per la Giustizia.

Maometto esprime la stessa cosa quando dice (Corano LXXXI; L’avvolgimento,1-14): “Quando il sole sarà avvolto nelle tenebre, quando le stelle precipiteranno, quando le montagne saranno messe in moto… quando le pagine saranno pubblicate… ogni anima conoscerà ciò che avrà prodotto”. Ciò sarà il giudizio attraverso le “pagine pubblicate” o “aperte”. Queste pagine sono state aperte dall’Inviato apocalittico che ha spiegato in profondità grazie alla Chiave apocalittica tutta la Rivelazione divina dall’Antico Testamento, dal Nuovo Testamento, dal Corano fino all’Apocalisse.

Dio dice anche nel Corano (Corano XVIII; La caverna,45-47):

“Un giorno, noi faremo scomparire le montagne e tu vedrai la terra spianata, e riuniremo tutti gli uomini, né tralasceremo alcuno di essi… Il libro sarà posto, e vedrai i malvagi in gran timore, per quanto sarà in esso contenuto.”

Saranno ansiosi perché il libro dell’Apocalisse metterà a nudo la loro ingiustizia. Avranno sostenuto la Bestia invece di impegnarsi con Gesù e Maometto per combatterla.

La pergamena dispiegata

Maometto annuncia un castigo “ineluttabile”. Comincia la Sura “Il Monte” dicendo (Corano LII; Il Monte,1-18):

“Per il monte! Per un Libro scritto su una pergamena dispiegata!… Per il mare in ebollizione! Certo, il castigo del tuo Signore sopravverrà, né vi sarà alcuno che lo storni, il Giorno in cui il cielo sarà scosso fortemente, e i monti cammineranno rapidamente. Guai, in quel Giorno, a coloro che avranno accusato di menzogna… In quel Giorno, essi verranno spinti nel Fuoco della Gehenna, violentemente… I timorati di Dio saranno in Giardini, in seno alla felicità…”

Questa “pergamena dispiegata” cioè aperta è il libro dell’Apocalisse. Dio nell’Apocalisse assiso sul trono tiene nella mano destra “un libro a forma di rotolo, scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli” (Apocalisse 5,1). Solo Gesù può aprire questo libro, cioè spiegarlo (Ap.5,2-5). Lo fa tramite l’Angelo (il messaggero) che scende dal cielo e tiene “nella mano un piccolo libro aperto” (Apocalisse 10,2). È la “pergamena dispiegata” di cui parla Maometto. La similitudine dei termini impiegati è impressionante e indica che Dio vuole incoraggiare il lettore del Corano a consultare l’Apocalisse per realizzare tutta la Dimensione del suo combattimento contro la Bestia. Il Libro dell’Apocalisse annuncia il “Grande Giorno dell’ira” di Dio e il castigo della Bestia e di tutti i suoi alleati (Apocalisse 6,17). È ciò che Maometto sottolinea dicendo nel versetto precitato: “… Guai, in quel Giorno, a coloro che avranno accusato di menzogna…” (Corano LII; Il Monte,11). Si tratta della menzogna sionista.

La Sura “Il Monte” comincia con le parole: “Per il monte! Per un Libro scritto su una pergamena dispiegata!…”. Questo “monte”, è il monte Sion. Qui, però, si tratta del vero sionismo che è spirituale e non politico. La terra promessa è spirituale, è interiore. È la montagna santa dove nostro Padre abita secondo le parole di Gioele:

“Il sole e la luna si oscurano e le stelle perdono lo splendore. Il Signore ruggisce da Sion (il Clamore dell’Angelo: Apocalisse 10,3) e da Gerusalemme (Celeste) fa sentire la sua voce; tremano i cieli e la terra! Ma il Signore è un rifugio al suo popolo, una fortezza per i figli d’Israele (i veri)! Voi saprete che io sono il Signore vostro Dio che abito in Sion, mio monte santo! E luogo santo sarà Gerusalemme; per essa non passeranno più gli stranieri (i politici sionisti)!” (Gioele 4,15-17)

L’Apocalisse parla dell’adunata di Gesù e dei suoi compagni sul monte Sion spirituale per cantare il Cantico nuovo:

“Poi guardai ed ecco l’Agnello (Gesù) ritto sul monte Sion e insieme centoquarantaquattromila persone (12 x 12 x 1000 = le 12 tribù i 12 apostoli e mille che è la cifra universale, dunque tutto il popolo di Dio) che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo… Essi cantavano un cantico nuovo… Non fu trovata menzogna (sionista) sulla loro bocca; sono senza macchia.” (Apocalisse 14,1-5)

Il trionfo di Dio si opera sul Monte Sion spirituale per confondere i suoi nemici che volevano sfidarlo a partire dal Sion materiale. È per questo che Maometto comincia la Sura con le parole “Per il Monte!”, in altri termini per il luogo in cui Dio risiede e dove il suo trionfo si compirà.

La porta aperta in Cielo

Al tempo dell’Apocalisse una porta è aperta in Cielo. Anche Maometto si riferisce a questa porta. Dice a proposito degli increduli che si burlano dei profeti:

Corano XV; Al Higr, 14-15: “Anche se aprissimo una porta in cielo ed essi vi salissero in continuazione (esitassero), certamente direbbero: ‘Ciò avviene soltanto perché sono stati resi ebbri i nostri sguardi; anzi, noi siamo degli ammaliati’.”

In altri termini, troverebbero delle scuse per non salire.
Anche l’Apocalisse menziona questa porta celeste. Giovanni scrive:

“Dopo ciò ebbi una visione: una porta era aperta nel cielo. La voce che prima avevo udito parlarmi come una tromba diceva: Sali quassù ti mostrerò le cose che devono accadere in seguito.” (Apocalisse 4,1)

Si tratta di un invito a “salire” in spirito per vedere gli avvenimenti che devono arrivare secondo la visione di Dio e non secondo una mentalità umana. Questa “porta aperta nel cielo” è l’Apocalisse spiegata dall’Inviato apocalittico.
È la porta della Profezia.
Si tratta di elevarsi per acquistare la vista dello Spirito Santo e lasciare cadere le nostre vedute ristrette e troppo umane. I nostri occhi interiori devono essere lavati. Abbiamo bisogno del “collirio” apocalittico per “ricuperare la vista” secondo lo Spirito di Dio (Apocalisse 3,18). Altrimenti rimarremo “infelici, miserabili, poveri, ciechi e nudi!” (Apocalisse 3,17), come il Vaticano attualmente. Molti troveranno delle scuse per non “salire”, come sottolinea Maometto.

Anche Maometto nella Sura “L’Annuncio” stabilisce un legame tra la Tromba e il cielo aperto:

Corano LXXVIII; L’Annuncio,1-5 e 17-31: “Di che cosa si interrogano l’un l’altro? Del grande annuncio intorno al quale essi sono dissenzienti. Per certo, presto conosceranno; Sì e per certo, presto conosceranno… In verità, il Giorno del Giudizio è fissato. Il Giorno in cui verrà soffiato nella tromba voi verrete in folla a noi. Il cielo si aprirà e sarà porte. Verranno poste in moto le montagne, sì che esse diverranno come un miraggio. La Gehenna, in verità, sarà un’imboscata dimora dei prevaricatori… Questo sarà un trionfo per i timorati di Dio…”

Maometto in questi versetti della Sura “L’Annuncio” annunzia il Giorno del Giudizio a proposito del quale le persone “sono dissenzienti”. Ma “essi presto ne conosceranno la verità”.
Essi presto conosceranno tramite il Libro dell’Apocalisse “aperto”. Questo Libro aperto è in sé la Tromba annunciata. Questo libro è un Messaggio forte e potente come una Tromba. Annuncia l’Ora del Giudizio e il Trionfo di Dio sulla Bestia e i suoi alleati. In quel momento, “il cielo si aprirà e sarà porte”, secondo le parole di Maometto. Tutti quelli che accetteranno questo messaggio e che si impegneranno potranno salire per questa meravigliosa porta aperta nel Cielo (Apocalisse 4,1) per entrare nell’intimità di Dio e godere della sua dolce e santa Presenza fin da quaggiù.

La Bestia e Gog e Magog

Al centro del Libro dell’Apocalisse c’è una Bestia. Tutto il mistero di questo piccolo santo libro diventa chiaro quando comprendiamo l’identità della Bestia.

La Bestia

Anche Maometto menziona la Bestia nella Sura “La Formica”. Dice:

Corano XXVII; La Formica,84-89: “E quando starà per cadere su di loro la mia Parola, faremo uscire, a essi, una Bestia dalla terra, la quale parlerà a essi dicendo: ‘gli uomini non hanno creduto fermamente ai nostri Segni’. E un Giorno raduneremo, di ogni nazione, una schiera di quelli che trattarono di menzogna i nostri Segni, ed essi verranno fatti marciare separatamente (in Palestina). Fino a che, quando saranno pervenuti, Dio dirà loro: ‘forse trattaste di menzogna i miei Segni, mentre voi non li comprendevate?…’. Allora cadrà su di essi la Parola, per ciò che essi avranno operato di iniquità; ne essi potranno parlare…Il Giorno in cui si soffierà nella tromba, verranno colpiti di terrore quelli che sono nei cieli e quelli che sono sulla terra, eccettuati quelli che Dio vorrà eccettuare; e tutti verranno a lui in umile atteggiamento…”

Questa Parola che cadrà su essi è l’Apocalisse. È il libro che smaschera la Bestia.

Come il Corano sottolinea bene in questi versetti, questa Bestia, l’Anticristo, è caratterizzata dalla menzogna. Giovanni dice nella sua lettera: “Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’Anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio!”, (1 Giovanni 2,22). A partire da questa grande Menzogna, la Bestia tratta tutti i Segni di Dio come menzogne. Essa stessa proclama la menzogna poiché dice: “…gli uomini non hanno creduto fermamente ai nostri Segni”. Essa ha quindi un’interpretazione del tutto falsa dei Segni di Dio e inganna gli uomini. Una di queste menzogne che Maometto condanna è per esempio la pretesa degli Ebrei “di essere i soli amici di Dio”, (Corano LXII; L’Assemblea). Un’altra menzogna è il mito dell’impero di Salomone (Corano II; La Vacca,96): “Essi seguono ciò che i demoni inventarono di falsità sul regno di Salomone”. Ora, questo regno è la base del Sionismo. Si tratta di ristabilire il regno di Salomone. Ecco l’inganno del Seduttore, l’Anticristo (2 Giovanni 7). Ecco perché la Tromba dell’Apocalisse che annuncia la caduta della Bestia e il Trionfo prossimo di Dio li sorprenderà e li confonderà. Il terrore li colpirà.

“Per questo, in un solo giorno, verranno su di lei questi flagelli: morte, lutto e fame: sarà bruciata dal fuoco. Perché potente Signore è Dio che l’ha condannata.” (Apocalisse 18,8)

Gog e Magog e il Bicornuto (Zhou el Quarnain)

Come è stato spiegato ne “L’Anticristo nell’Islam”, il bicornuto è l’America. Il Corano dice, (Corano XVIII; La Caverna,93; leggere e meditare da 82 a 101):

“Questi dissero: ‘O Bicornuto, certo Gog e Magog (Ya’jouj e Ma’jouj) portano la corruzione sulla terra; ti pagheremo noi un tributo, a condizione, che tu ponga fra noi ed essi una diga?'”

Per comprendere Gog e Magog bisogna risalire fino al profeta Ezechiele nell’Antico Testamento. Ezechiele aveva profetizzato che negli ultimi tempi, Gog e Magog, i Re del Nord, avrebbero invaso il popolo di Dio in Palestina (Ezechiele 38,1 fino a 39,20). Gli Israeliani considerano che questo testo li riguardi, in quanto popolo di Dio, e che Gog e Magog rappresentino l’Iran e la Siria che li attaccheranno. L’Apocalisse, però, rettifica questa falsa interpretazione e rivela chi siano veramente Gog e Magog. Gog e Magog sono Israele i cui soggetti vengono dai quattro punti della terra per invadere la Palestina (Apocalisse 20,7-9). E un gran numero tra loro viene proprio dal Nord.

Per ritornare al testo sopra citato, in effetti, certi paesi arabi hanno consegnato la loro ricchezza e il loro petrolio all’America affinché li protegga da Israele. È questa la diga di cui parla Maometto. Essi hanno anche pagato ultimamente delle installazioni anti-missili ultra-moderne pensando di proteggersi da ciò che Gog e Magog (Israele) scateneranno prossimamente. Questa diga si è concretizzata anche materialmente. Ma questa protezione è effimera e illusoria. Malgrado tutti gli intrighi di certi paesi arabi per contenere Israele attraverso l’America, questa diga in fin dei conti si romperà. Sarà il Giorno in cui la misericordia di Dio agirà, (Corano XVIII; La Caverna,97-101):

“Questa è una misericordia da parte del mio Signore! E quando dovrà compiersi la promessa del mio Signore, egli ridurrà in polvere questa diga e la promessa del mio Signore è vera!’ Lasceremo, in quel giorno, alcuni di essi ondeggiare sopra altri, e verrà soffiato nella tromba, e noi li riuniremo poi tutti insieme. Presenteremo, in quel giorno, la Gehenna ai miscredenti i cui occhi saranno stati coperti di veli avanti al mio Avvertimento e non avranno potuto udire le mie parole.”

Questo Richiamo è quello dell’Apocalisse e delle profezie di Maometto che riguardano il nostro tempo. Tale è la Tromba che echeggerà nel momento in cui la diga crollerà e “gli uomini ondeggeranno sopra altri”. È la terza Guerra Mondiale che Gog e Magog scateneranno. E “la diga” cadrà per effetto della Misericordia di nostro Padre.

Le bestie selvagge

Maometto menziona anche che alla fine dei tempi delle Bestie saranno riunite. Egli dice, (Corano LXXXI; L’Avvolgimento,1-14):

“Quando il sole sarà avvolto nelle tenebre e le stelle precipiteranno; quando le montagne saranno messe in moto… quando le bestie selvagge saranno riunite, quando i mari ribolliranno… quando le anime saranno ripartite in gruppi… quando le pagine verranno dispiegate; quando il cielo verrà rimosso; quando la fornace verrà fatta avvampare; quando il paradiso verrà fatto avvicinare; ogni anima conoscerà ciò che avrà prodotto.”

Queste bestie selvagge riunite sono le due Bestie dell’Apocalisse. L’Apocalisse dice che tre spiriti immondi (il Drago cioè il Diavolo, la Bestia e la seconda Bestia, chiamata anche il falso profeta), “vanno a radunare tutti i re di tutta la terra per la guerra del Gran Giorno di Dio Onnipotente. E radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama Armaghedòn” (Apocalisse 16,13-16). Sarà il Gran Giorno della Collera di Dio che vedrà la disfatta delle due Bestie e il trionfo degli eletti. Gli uni conosceranno la “fornace avvampata” e gli altri il “paradiso avvicinato”, come sottolinea Maometto.
Il fatto che nostro Padre abbia ispirato Maometto a menzionare le “bestie selvagge riunite” alla fine dei tempi significa chiaramente che Egli invita con ciò i Credenti Indipendenti di tutti i luoghi a consultare l’Apocalisse di Giovanni, perchè senza la luce di questo libro, è impossibile comprendere simboli simili.

Il Seduttore

I seguenti versetti del Corano (Corano LVII; Il Ferro,12-14) raccontano la Parabola delle dieci vergini (Matteo 25,1-13) sotto un’altra forma:

“Un Giorno tu vedrai i credenti e le credenti, mentre la luce correrà avanti a essi e alla loro destra: ‘buona novella per voi quest’oggi: Giardini sotto cui scorrono i fiumi e in cui dimorerete in eterno! Questa sarà la felicità grande’. In quel Giorno gli ipocriti e le ipocrite diranno a quelli che avranno creduto: ‘aspettateci, affinché possiamo accendere i nostri lumi dalla luce vostra’, però verrà detto loro: ‘Tornate indietro e chiedete della luce’; verrà quindi interposta fra questi e quelli un’alta muraglia, che avrà una porta, all’interno della quale sarà la misericordia, mentre che all’esterno, di fronte a essa, sarà il castigo. Gli ipocriti grideranno allora ai credenti: ‘non fummo con voi?’ Questi risponderanno: ‘sì, però voi seduceste le anime vostre, foste in attesa e aveste dubbio; però vi hanno ingannato le cose desiderate, finché non venne il Decreto di Dio; vi ha così ingannati, riguardo a Dio, il seduttore.”

Questo seduttore ingannevole è l’Anticristo. Giovanni dice nella sua seconda Lettera (2 Giovanni 7): “Poiché molti sono i seduttori che sono apparsi nel mondo, i quali non riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco il Seduttore e l’Anticristo”. Il Sionismo è la grande seduzione e la grande prova della fine dei tempi. Il Sionismo ha ingannato un gran numero di Ebrei, di Cristiani e di Musulmani che “furono in attesa ed ebbero dubbio”. Si sono lasciati comprare dalla Bestia e “li hanno ingannati le cose desiderate”, come Maometto sottolinea.

Ora però la Tromba della Liberazione risuona per tutti quelli che avranno resistito a questa Seduzione. “La luce correrà avanti a essi e alla loro destra… Questa sarà la felicità grande”, secondo le parole del Corano.

L’ora, il Giorno del Giudizio

All’improvviso

A molte riprese Maometto menziona la venuta dell’Ora che corrisponde al Giorno del Giudizio. Egli ci rivela parecchie caratteristiche di quest’Ora.

Maometto sottolinea il fatto che gli avvenimenti della fine dei tempi arriveranno all’improvviso:

Corano VII; A’raf,186-187: “Ti interrogheranno intorno all’ora: ‘per quando è essa fissata?’; dì loro: la conoscenza di essa è solo presso il mio Signore, né la manifesterà, a suo tempo, alcuno se non lui; e di colpo, i Cieli e la Terra ne saranno sconvolti, ed essa non giungerà a voi se non improvvisamente. Ti interrogheranno intorno a ciò, come se tu possedessi il segreto, riguardo a essa; rispondi loro: la conoscenza di essa è solo presso Dio, ma i più degli uomini non lo sanno.”

È la maggioranza che non se ne rende conto. Una minoranza sarà avvertita come anche Paolo sottolinea:

“Voi ben sapete che come un ladro di notte, così verrà il Giorno del Signore. E quando si dirà: ‘Pace e sicurezza’, allora d’improvviso li colpirà la rovina, come le doglie una donna incinta; e nessuno scamperà. Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel Giorno possa sorprendervi come un ladro.” (1 Tessalonicesi 5,2-4)

In altri termini coloro che sono nella Luce saranno avvertiti. Saranno avvertiti tramite il Libro dell’Apocalisse aperto che smaschera la Bestia. Saranno avvertiti anche dalle profezie di Maometto sul nostro tempo.

Maometto dice anche (Corano XII; Giuseppe,107):

“Sono essi sicuri che non verrà loro una calamità improvvisa, per castigo di Dio, o non sopravverrà a essi subitamente l’ora, quando essi non se l’attenderanno?”

Per gli uni questa sarà una sorpresa, nostro Padre avvertirà il piccolo numero dei fedeli. Maometto lo conferma dicendo:

Corano LXXVII, Gli inviati,8-13: “Quando le stelle, quindi, verranno spente, quando il cielo verrà scisso, quando le montagne verranno disperse, come polvere, e quando agli Apostoli verrà fissata l’Ora, per qual giorno verrà stabilita la loro comparsa? Per il Giorno del Giudizio.”

Dio avvertirà dunque i suoi Apostoli su “L’Ora”. È ciò che accade attualmente.

Una guerra mondiale

I seguenti testi contengono alcuni simboli che mostrano che il castigo di Dio si farà attraverso una guerra nucleare.

Corano XLIV; Il fumo,9-10: ” Attendi tuttavia il Giorno in cui il cielo produrrà un fumo ben visibile, che avvolgerà gli uomini; quello sarà un castigo doloroso.”

Corano LXXIX; Gli strappanti,1-11: “…In verità, il giorno in cui la terra sarà scossa violentemente, a cui succederà un secondo terremoto, i cuori, in quel giorno, tremeranno; gli sguardi saranno colpiti da umiliazione; gli uomini diranno: ‘saremo noi, forse, restituiti allo stato primiero? Quando saremo divenuti ossa putride?…'”

Alcuni terremoti sono stati profetizzati anche da Gesù:

“Vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi; ma tutto questo è solo l’inizio dei dolori del parto.” (Matteo 24,7-8)

E l’Apocalisse conferma:

“Quando l’Agnello aprì il sesto sigillo, vidi che vi fu un violento terremoto. Il sole divenne nero come sacco di crine, la luna diventò tutta simile al sangue, le stelle del cielo si abbatterono sopra la terra, come quando un fico, sbattuto dalla bufera, lascia cadere i fichi immaturi. Il cielo si ritirò come un volume che si arrotola e tutti i monti e le isole furono smossi dal loro posto…” (Apocalisse 6,12-14)

Questo “violento terremoto” è la terza Guerra Mondiale che sconvolgerà tutto.

Il profeta Gioele aveva già profetizzato a questo proposito (Gioele 2,10-11):

“Davanti a loro la terra trema, il cielo si scuote, il sole, la luna si oscurano e le stelle cessano di brillare. Il Signore fa udire il tuono dinanzi alla sua schiera (Messaggio apocalittico), perché molto grande è il suo esercito, perché potente è l’esecutore della sua parola, perché grande è il giorno del Signore e molto terribile: chi potrà sostenerlo?”

Maometto dice a questo proposito:

Corano LXXXII; La Rottura del Cielo,1-19: “Quando il cielo si fenderà, quando gli astri saranno dispersi, quando i mari esploderanno, quando le tombe verranno sconvolte, ogni anima conoscerà ciò che avrà fatto o omesso di fare… Certo, i giusti saranno in un luogo di delizie, mentre per certo, gli empi saranno nel giahim (fornace); per bruciare in esso, il Giorno del Giudizio, né potranno sottrarvisi… Esso è il Giorno in cui nessun anima potrà fare niente in favore di un’altra anima; il Giudizio, in quel Giorno, spetterà solo a Dio!”

Questo testo di Maometto raggiunge la descrizione di Pietro del “Giorno del Giudizio”. Pietro dice:

“Ora, i cieli e la terra attuali sono conservati dalla medesima parola, riservati al fuoco per il giorno del Giudizio e della rovina degli empi… Il Giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli con fragore passeranno, gli elementi consumati dal calore si dissolveranno e la terra con quanto c’è in essa sarà distrutta… Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi così, quali non dovete essere voi, nella santità della condotta e nella pietà, attendendo e affrettando la venuta del Giorno di Dio, nel quale i cieli si dissolveranno e gli elementi incendiati si fonderanno…” (2 Pietro 3,7-13)

Questo testo rievoca chiaramente una terza Guerra Mondiale che vedrà “la rovina degli empi”.

Corano LXXX, Si accigliò,33-42: “Però quando il Fragore sarà giunto, il Giorno in cui l’uomo fuggirà suo fratello, sua madre e suo padre, la sua consorte e i suoi figli, ogni uomo avrà, in quel Giorno, un’occupazione che l’assorbirà; in quel Giorno vi saranno volti splendenti, ridenti, giocondi, e, in quel Giorno, vi saranno, visi polverosi, ricoperti di tenebre; costoro saranno i miscredenti, i malvagi!”

Il “Fragore” che verrà è il fragore terribile della guerra nucleare. Questo richiama i versetti di Pietro sopra citati: “I cieli con fragore passeranno…”.
Maometto esprime il trionfo degli eletti dicendo: “In quel Giorno vi saranno volti splendenti, ridenti, giocondi”. E Matteo precisa che al tempo della Mietitura, dopo il castigo degli empi:
“…I giusti splenderanno come il sole nel Regno del Padre loro” (Matteo 13,43).

Ecco ancora altri versetti che vanno nello stesso senso:

Corano LXXVII; Gli Inviati,32-33: ” Essa, certamente, lancerà in alto scintille come torri, come fossero cammelli gialli (lo zolfo).”

Corano LXX, I Gradi,8-14: “Il Giorno in cui il cielo sarà come bronzo fuso, e le montagne saranno come fiocchi di lana, e nessun vero amico interrogherà un altro vero amico quando si vedranno…”

Corano XXII; Il Pellegrinaggio,1-2: “…Certamente il terremoto dell’Ora sarà cosa terribile. Il giorno in cui lo vedrete, ogni nutrice dimenticherà il bambino che starà allattando e ogni donna incinta abortirà; vedrai gli uomini, ubriachi -però essi non saranno ubriachi- bensì il castigo di Dio sarà violento.”

Hadith (Nobili Discussioni) n. 1821, capitolo 370: Il Messaggero di Allah ha detto: “Per colui che tiene la mia anima nella Sua Mano, questo mondo non si spegnerà prima che l’uomo passi davanti una tomba, e non si chini su essa dicendo: “Ahimè! Come avrei desiderato essere l’occupante di questa tomba!”. Non farà questo per devozione, ma sarà la difficoltà delle prove che lo spingerà a farlo.”

E l’Apocalisse dice nello stesso senso: “In quei giorni gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno; brameranno morire, ma la morte li fuggirà” (Apocalisse 9,6).

Corano LXXIV; Il coperto dal mantello,8-20: “E allorché verrà soffiato nella tromba, allora, quel Giorno sarà un Giorno orribile, un Giorno difficile per i miscredenti. Lascia me solo, con chi io ho creato, e al quale ho dato una vasta fortuna, e figli dimoranti presso di lui, al quale, inoltre, ho reso piana e facile ogni cosa, oltre a ciò, spera che io gli dia di più; niente affatto! Invero, egli fu renitente ai nostri Segni, e io gli imporrò una salita faticosa; egli certo, ha riflettuto e deciso; che muoia! Come egli ha deciso! Sì, che muoia! Come ha deciso!”

L’Apocalisse qualifica questo atteggiamento come “seconda Morte”. È la morte definitiva dell’anima che in tutta coscienza ha scelto questa fine. Non c’è più ritorno.
Mentre per i fedeli “la seconda morte non ha potere su di loro, ma saranno Sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni” (Apocalisse 20,6).

Corano LXXV; La Resurrezione,5-23: “Ma davanti a questo l’uomo vuole rimanere malvagio. Egli domanda: ‘Quando sarà il Giorno della Risurrezione?’ Quando l’occhio sarà abbagliato, quando si sarà eclissata la luna, e verranno uniti assieme il sole e la luna, dirà l’uomo, quel Giorno: ‘dove è il rifugio?’ No affatto! Non vi sarà alcun asilo! In quel Giorno, il ritorno si farà verso il tuo Signore; verrà informato l’uomo, in quel Giorno, di ciò che avrà fatto… Vi saranno in quel Giorno volti splendenti che volgeranno lo sguardo verso il loro Signore.”

Questi “volti splendenti” sono i volti di tutti quelli che avranno tenuto duro fino alla fine nel combattimento accanito contro la Bestia per il più grande Trionfo di Gesù, Maria e Maometto in uno spirito liberato, non fanatico.

Il Ritorno di Gesù

Il Ritorno di Gesù alla fine dei tempi è profetizzato nel Vangelo, nelle Lettere e nell’Apocalisse. Ecco alcuni dei versetti chiave:

“Come fu ai giorni di Noè, così sarà la Venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo.” (Matteo 24,37-39)

Paolo scrive: “E come è stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una volta per tutte allo scopo di togliere i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione col peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza.” (Ebrei 9,27-28)

Pietro negli Atti esorta gli Ebrei dicendo:

“Pentitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi quello che vi aveva destinato come Messia, cioè Gesù. Egli dev’essere accolto in cielo fino ai tempi della restaurazione universale, come ha detto Dio fin dall’antichità, per bocca dei suoi santi profeti.” (Atti 3,19-21)

L’Apocalisse termina dicendo:

“Colui che attesta queste cose dice: ‘Sì, verrò presto!’. Amen. Vieni, Signore Gesù!” (Apocalisse 22,20)

Gesù ritorna per distruggere la Bestia e per restaurare ogni cosa.

Maometto testimonia allo stesso modo in diverse Sure del Corano il Ritorno di Gesù.

Il Re è ovunque

Corano LXIX; L’Ora che deve venire,1-52: “L’Ora che deve venire! Che cos’è l’ora che deve venire? E che cosa ti farà comprendere ciò che sia l’ora che deve venire?… Or quando verrà soffiato nella tromba, con soffio unico, e verranno portate via la terra e le montagne, sì che verranno frantumate, di un sol colpo, in quel Giorno, sopravverrà l’ora che deve sopravvenire. Si fenderà il cielo, poiché esso, in quel Giorno, sarà aperto. Il Re sarà ovunque e il Trono del Signore sarà portato da otto. In quel Giorno, voi sarete esposti in piena luce; alcuno dei vostri segreti non resterà nascosto…”

Questo “Re che sarà ovunque”, è Dio nostro Padre che vivrà nell’intimità con tutti quelli che avranno resistito fedelmente alla Bestia. Questa presenza di Dio con noi si opera attraverso il Ritorno di Gesù nel Pane di Vita, il Corpo e il Sangue di Gesù presi nell’intimità delle famiglie (vedere il testo “Il Pane di Vita nella Bibbia e nel Corano”). Dio vuole vivere con noi nell’intimità del quotidiano. Egli dice nell’Apocalisse a proposito della Gerusalemme Celeste formata dai veri discepoli di Gesù che avranno resistito fino alla fine alla Seduzione della Bestia:

“Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il “Dio-con-loro”. E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate.” (Apocalisse 21,2-4)

Maometto parla di “otto” che portano il Trono di Dio. Questi “otto” rievocano i “quattro viventi” descritti da Ezechiele che con le loro ali portano la volta del Cielo e il Trono di Dio. Questi quattro viventi sono i quattro evangelisti.
Ezechiele dice:

“Al centro apparve la figura di quattro esseri animati, dei quali questo era l’aspetto: avevano sembianza umana e avevano ciascuno quattro facce e quattro ali… Sotto le ali, ai quattro lati, avevano mani d’uomo (le mani che scrivono)… Le loro ali erano spiegate verso l’alto; ciascuno aveva due ali che si toccavano e due che coprivano il corpo. Ciascuno si muoveva davanti a sé; andavano là dove lo Spirito li dirigeva e, muovendosi, non si voltavano indietro… Al di sopra delle teste degli esseri viventi vi era una specie di firmamento, simile ad un cristallo splendente, disteso sopra le loro teste, e sotto il firmamento vi erano le loro ali distese, l’una contro l’altra; ciascuno ne aveva due che gli coprivano il corpo… Sopra il firmamento che era sulle loro teste apparve come una pietra di zaffiro in forma di trono e su questa specie di trono, in alto, una figura dalle sembianze umane…” (Ezechiele 1,1-28)

Gli “otto” che portano il Trono di Dio sono dunque le otto ali dei quattro viventi che sono innalzate verso il cielo. Il Trono di Dio è portato dai quattro evangelisti che ci hanno portato la Parola di Dio. Questa Parola è stata confermata da Maometto nel Corano.
Per comprendere le finezze della visione di Maometto, bisogna riferirsi alla visione di Ezechiele. Si tratta proprio di una visione che Maometto ha avuto poiché dice verso la fine della stessa Sura LXIX al versetto 43: “È una Rivelazione, da parte del Signore delle creature!”. Attraverso questa rivelazione, Maometto certifica l’importanza dei quattro evangelisti nel Piano di Salvezza di nostro Padre.

I quattro viventi appaiono anche nell’Apocalisse. Essi si inchinano davanti all’Agnello, quando questi prende il libro dell’Apocalisse dalla mano di Dio:

“E l’Agnello giunse e prese il libro dalla destra di Colui che era seduto sul trono. E quando l’ebbe preso, i quattro esseri Viventi e i ventiquattro Vegliardi (tutto il popolo di Dio) si prostrarono davanti all’Agnello, avendo ciascuno un’arpa e coppe d’oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi. Cantavano un cantico nuovo: ‘Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai riscattato per Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione e li hai costituiti per il nostro Dio Re e Sacerdoti e regneranno sopra la terra’.” (Apocalisse 5,7-10)

Attraverso i quattro Viventi che si prostrano davanti all’Agnello è simbolicamente il Vangelo che si inchina davanti alla Rivelazione del mistero dell’Apocalisse. Dio parlerà ancora una volta rivelando all’Angelo dell’Apocalisse il mistero di questo santo piccolo Libro che scatenerà gli avvenimenti della fine dei tempi e cambierà il corso della storia.

E tutti gli Angeli e i santi cantano le lodi a Dio e all’Agnello a causa di questa Rivelazione (Apocalisse 5,11-14). Essa porterà in effetti al trionfo di nostro Padre sulla terra e lo intronizzerà come Re.

È questa Rivelazione apocalittica che oggi dà il cambio ai quattro Vangeli per portare il Trono di Dio nei nostri cuori.

Gesù conosce l’Ora

A proposito della conoscenza dell’Ora Maometto dice:

Corano XLIII; Gli ornamenti d’oro,61: ” Gesù è, in verità, colui che conosce l’Ora. Perciò non dubitate di essa e seguite me! Questo è un retto sentiero.”

Con queste parole Maometto orienta gli adepti del Corano verso l’Apocalisse, perché è nel libro dell’Apocalisse che Gesù rivela i Segni dell’Ora alla fine dei tempi. Seguendo il Messaggio apocalittico rivelato da Gesù al suo Angelo, il Musulmano liberato segue Maometto, poiché Maometto conferma e certifica:
“Non dubitate di essa e seguite me”.
Maometto si identifica qui con Gesù e testimonia una volta di più in favore dell’Unità dell’Ispirazione divina. Insiste dicendo anche: “Questo è un retto sentiero”.

Ora, seguire il “retto sentiero” è lo scopo supremo di ogni Musulmano, Corano I; La aprente il libro (Fatiha),5-6.

Alla fine dei tempi, il “retto sentiero” consiste dunque per tutti i Credenti nel seguire Gesù che conosce l’Ora.

Con le tre piccole frasi precitate del versetto 61 della Sura Gli ornamenti d’oro, Maometto fa una vera rivoluzione che raggiunge la rivoluzione dell’Angelo dell’Apocalisse. Si tratta oggi di liberarsi da tutti gli stereotipi e da tutte le etichette e di scoprire insieme la Parola di Dio e il suo Piano nell’Apocalisse e nel Corano.

Gesù ritorna attraverso il suo Angelo apocalittico per illuminarci sull’Ora.

Gesù ritorna a Damasco con i due testimoni

Nella Hadith (Nobili Discussioni) n. 1808, capitolo 370 (Riyad Es-Salihine, I giardini della virtù, scritto dall’imâm An-Nawawi, Traduzione di Messaoud Boudjenoun, Universel, 2007), Maometto parla dell’Anticristo e poi dice a proposito del Ritorno di Gesù:

“Nel frattempo, Allah manderà il Cristo figlio di Maria che discenderà vicino al minareto bianco a Est di Damasco, ponendo i palmi delle sue mani sulle ali di due angeli. Quando abbasserà la testa, delle gocce d’acqua ne cadranno, e quando la solleverà quest’acqua scenderà, simile a delle perle. Ogni miscredente che sentirà il suo odore morirà all’istante, e il suo odore porterà tanto lontano quanto il suo sguardo; inseguirà l’Anticristo finché lo riprenderà all’entrata di Lod (vicino a Tel Aviv) e lo ucciderà. In seguito, Gesù andrà a vedere la gente che Allah avrà preservato dall’Anticristo; asciugherà i loro volti e parlerà loro dei loro posti in Paradiso.”

Il Cristo ritorna a Damasco perché malgrado tutte le prove dovute alla Bestia e alle pressioni diplomatiche terribili, la Siria ha saputo restare fedele al parola profetica: “No a Israele”. Questo “No a Israele” è ispirato dallo Spirito di Gesù. È ciò che Maometto sottolinea dicendo che Gesù scende a Damasco. L’attitudine della Siria glorifica Dio e il suo Messia.

Gesù pone i palmi delle sue mani sulle ali di due angeli. Questi due angeli sono i due testimoni del capitolo 11 dell’Apocalisse che sono messi a morte dalla Bestia. Sono il testimone palestinese e il testimone libanese. Questi due testimoni massacrati dalla Bestia sono sostenuti dal loro Maestro: Gesù. L’Apocalisse dice:

“E quando poi avranno compiuto la loro testimonianza, la Bestia che sale dall’Abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà. I loro cadaveri rimarranno esposti sulla piazza della Grande Città (Gerusalemme), che simbolicamente si chiama Sodoma ed Egitto (perché Gerusalemme oggi è diventata pagana), dove appunto il loro Signore fu crocifisso…” (Apocalisse 11,7-8)

I due testimoni condividono con Gesù, il loro Signore, la gloria del Martirio.

Le gocce di acqua che cadono dalla testa di Gesù rappresentano le grazie che colano come delle perle sui due testimoni e su tutti quelli che partecipano a questo santo combattimento.

È Gesù che inseguirà l’Anticristo, lo riprenderà vicino a Lod (Tel Aviv) e lo ucciderà. Paolo dice a proposito dell’Empio (l’Anticristo):

“Il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all’apparire della sua Venuta.” (2 Tessalonicesi 2,8)

L’apparire della sua Venuta si opera attraverso il Libro aperto dell’Apocalisse che designa il Nemico e mobilita al vero Combattimento.

Alla fine “Gesù andrà a vedere la gente che Allah avrà preservato dall’Anticristo; asciugherà i loro volti e parlerà loro dei loro posti in Paradiso”.
Questo sarà il periodo della Consolazione del nuovo popolo di Dio che nascerà dalle ceneri della Bestia. E Dio “tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate” (Apocalisse 21,4).

Questi tempi nuovi sono oramai alla porta.

L’Angelo dell’Apocalisse o “il più grande testimone”

Preparazione all’Incontro

Maometto dice a proposito dell’Inviato:

Corano XL; Il credente,14-20: “Invocate dunque Dio, offrendo a lui un culto puro anche se i miscredenti siano avversi. Egli è l’Elevatissimo in dignità. Il possessore del Trono, invia il suo Spirito, per suo imperio, su colui che vuole, fra i suoi servi, con la missione di avvertire gli uomini del Giorno dell’Incontro, del Giorno dove essi compariranno… Non rimarrà nascosta a Dio alcuna cosa di essi. A chi apparterrà il Regno in quel Giorno? A Dio, l’unico, il Dominatore supremo. In quel giorno, verrà ricompensata ogni anima in misura di ciò che avrà operato; non verrà fatto alcun torto in quel Giorno; Dio è veloce nel computo…”

L’uomo che alla fine dei tempi ha per missione “di avvertire gli uomini del Giorno dell’Incontro” è l’Angelo (o Inviato) dell’Apocalisse. Lo Spirito è stato “inviato” su di lui in vista di questa missione. Egli è inviato da Dio con il piccolo libro “aperto”, cioè l’Apocalisse per preparare gli uomini al Ritorno di Gesù, all'”Incontro”, secondo le parole di Maometto, e al Giorno del Trionfo di Dio. Secondo Maometto, in quel Giorno “il Regno apparterrà a Dio”.
L’Apocalisse esprime questa stessa verità in modo simile. Al momento della 7a tromba “nel cielo echeggiarono voci potenti che dicevano: ‘Il Regno del mondo appartiene al Signore nostro e al suo Cristo; Egli regnerà nei secoli dei secoli…Noi ti rendiamo grazie, Signore Dio onnipotente, che sei e che eri, perché hai messo mano alla tua grande potenza e hai instaurato il tuo Regno'” (Apocalisse 11,15-17) (vedere anche Luca 19,11-19). La Missione dell’Angelo apocalittico è intronizzare nostro Padre.

Maometto conferma ciò dicendo (Corano VI; Il gregge,73): “A Lui solo apparterrà il regno, il giorno in cui verrà soffiato nella tromba”. Ora, la tromba, come già menzionato, è il Libro dell’Apocalisse aperto.

Indicare l’Anticristo

La missione dell’Inviato apocalittico è indicare l’Anticristo (capitolo 370, Hadith 1815).
Maometto dice a questo proposito:

“Essi lo condurranno verso l’Anticristo e al momento che il credente lo vedrà dirà: “Oh, genti! Questo è l’Anticristo di cui ci ha parlato il messaggero di Allah. L’Anticristo ordinerà che lo si getti con la faccia a terra e dirà: “Prendetelo e picchiatelo”. Lo bastoneranno violentemente sul ventre e sulla schiena. Egli gli dirà: “Così tu non credi in me?”. Egli risponderà: “Tu sei l’Anticristo, l’impostore!”. Egli ordinerà, allora, di tagliarlo in due con una sega; questo sarà fatto. Allora l’Anticristo marcerà tra le due metà e poi gli dirà: “Alzati!”. Egli si metterà in piedi e l’Anticristo gli dirà: “Credi tu (ora) in me?”. Egli risponderà: “Io sono ancora più convinto (della tua impostura)”. Poi (il credente) aggiungerà: “Oh, genti! Egli non potrà mai rifare la stessa cosa con un altro all’infuori di me!”. L’Anticristo lo prenderà per sgozzarlo, ma Allah poserà un collare di rame al suo collo e non potrà fargli nulla. Egli lo afferrerà per le mani e i piedi e lo getterà in quello che le genti suppongono essere un fuoco, ma in verità egli sarà spinto nel Paradiso!”. Il Messaggero di Allah ha detto: “Quest’uomo sarà il più grande testimone presso il Signore dell’universo.”

Questo testo descrive il combattimento terribile tra l’Inviato apocalittico e Satana. Questo terribile combattimento profetizzato dal profeta Maometto ha avuto luogo recentissimamente. Siamo stati testimoni che è stato un corpo a corpo con il diavolo in cui Satana ha provato a possederlo; lo ha maltrattato in mille modi, gli ha dato colpi invisibili, ma autentici. L’Inviato apocalittico, però, ha tenuto testa a Satana ed è uscito trionfante dalla Battaglia delle Battaglie. Egli sarà “spinto in Paradiso”.
Altre caratteristiche dell’Angelo dell’Apocalisse sono spiegate nel testo: “I segni del Ritorno di Gesù”.

Gli Apostoli degli ultimi Tempi

I versetti seguenti del Corano menzionano gli “angeli” che intervengono alla fine dei tempi:

Il Ritorno di Gesù con i suoi Angeli

Corano LXXXIX; L’Aurora,22-29: “No!…Quando la terra verrà ridotta in polvere minutissima, quando il tuo Signore sarà venuto e con lui gli Angeli, a schiere. E verrà fatta avanzare in quel giorno la Gehenna, in quel giorno l’uomo si ricorderà… In quel Giorno, nessuno punirà come Dio punisce…”

Questo testo evoca il Ritorno di Gesù con i suoi Angeli alla fine dei tempi. Maometto dice: “Quando il tuo Signore sarà venuto”. Questo Signore è il Signore Gesù. Egli ritornerà per castigare definitivamente i suoi nemici che avranno sostenuto direttamente o indirettamente il piano sionista satanico.
Luca evoca il castigo dei “concittadini” di Gesù che “l’odiavano” e che gli mandarono un’ambasceria a dire: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. Al momento del Suo Ritorno “investito della Regalità”, Gesù dirà a proposito di loro: “E quei miei nemici che non volevano che diventassi loro Re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me”. (Luca 19,11-27).

Matteo menziona a proposito del Ritorno di Gesù:

“Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte. Allora comparirà nel Cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra e vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli.” (Matteo 24,29-31)

Questi Angeli sono gli Apostoli degli ultimi Tempi che sono inviati da Gesù con la grande tromba dell’Apocalisse rivelata per radunare gli eletti del mondo intero.

Gli eletti sono coloro che credono in questo Messaggio apocalittico.

Questi Angeli vengono con Gesù “a schiere”, secondo le parole di Maometto, vale a dire che essi sono perfettamente sincronizzati con Gesù. Essi seguono solo ciò che lo Spirito Santo ispira loro. Sono ben “schierati” per reagire a tutti gli impulsi dello Spirito Santo. Essi non parlano che sotto l’ispirazione dello Spirito Santo. Maometto dice a questo proposito:

Corano LXXVIII; L’Annuncio,38-41: “Il Giorno in cui lo Spirito e gli Angeli staranno schierati, non parlerà se non colui, al quale il Misericordioso abbia concesso e dirà ciò che è giusto. Quello è il giorno della Verità, e chi vuole prenderà la via del ritorno verso il suo Signore. Sì, noi vi abbiamo avvertiti di un castigo imminente, il giorno in cui l’uomo vedrà l’opera delle sue mani e in cui il miscredente dirà: ‘Oh, fossi io polvere!’.”

Maometto dice ancora:

Corano XXV; La legge,27-29: “Il quel giorno si fenderà il cielo, con le nubi, e saranno fatti scendere rapidamente gli angeli; il vero regno spetterà, in quel Giorno, al Misericordioso, e sarà un giorno ben grave per i miscredenti. In quel Giorno morderà l’iniquo le sue mani, dicendo: ‘Guai a me! Se solo avessi seguito il cammino con il Profeta!”

Il “cielo si fenderà, con le nubi” per ridare Gesù che torna sulle nubi (Matteo 24,30). Egli ritorna accompagnato dai suoi angeli che “scendono rapidamente” per illuminare i credenti sugli avvenimenti apocalittici e sul Ritorno di Gesù. La rapidità di cui parla Maometto evoca la rapidità del Ritorno di Gesù che verrà come una folgore (Matteo 24,27) e lo zelo degli Apostoli degli ultimi tempi che saranno rapidi a obbedire agli ordini dello Spirito.
I versetti seguenti del Corano ci fanno luce su altre caratteristiche di questi “Angeli”.

Gli uomini che sorgeranno in gruppi

Corano XCIX; Il terremoto,1-8: “Quando la terra verrà scossa violentemente, quando la terra rigetterà i suoi fardelli; quando l’uomo domanderà: “Che cosa le sta succedendo?”. In quel Giorno, essa narrerà la sua storia, secondo ciò che il suo Signore le ha rivelato. In quel giorno gli uomini sorgeranno in gruppi perché le loro azioni siano conosciute…”

Questi uomini che sorgeranno in gruppi sono gli Apostoli degli ultimi Tempi che hanno per missione illuminare la terra dopo la caduta della Bestia: Essi sono inviati “in gruppi ” per rivelare le profezie apocalittiche e quelle del profeta Maometto. La loro missione è rinnovare la terra tramite la Parola di Dio. È per questo che la terra in quel momento “racconterà la propria storia secondo ciò che il Signore le ha rivelato”. Il solo riferimento sarà la Parola di Dio.

Coloro che sono inviati

Corano LXXVII; Gli Inviati,1-50: Questa bellissima sura “Gli Inviati” è da leggere interamente. Parla della fine dei tempi e del Giorno del Giudizio. Comincia così:

“Per gli inviati, gli uni dopo gli altri, quelli che si muovono rapidamente. Quelli che spargono ovunque i comandi di Dio. Quelli che divulgano, e quelli che comunicano Avvertimenti divini, per scusare (per coloro che accettano) e ammonire (per gli altri). In verità, quello che è stato a voi minacciato sopravverrà.”

Questi versetti riguardano gli Apostoli degli ultimi tempi che sono inviati per avvertire gli uomini del Giorno del castigo prossimo. Essi “si spargono ovunque” per “radunare gli eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli” (Matteo 24,31).
Secondo l’ispirazione del Corano Al Mizan “coloro che sono inviati” sono gli Angeli ispirati che vengono con la Conoscenza. Si tratta della Conoscenza di tutte le profezie biblico-coraniche che riguardano i nostri tempi grazie alla Chiave apocalittica che è stata rivelata all’Angelo dell’Apocalisse.

La sura “Gli Inviati”, continua dicendo:

“Quando le stelle, quindi, verranno spente, quando il cielo verrà scisso, quando le montagne verranno disperse, come polvere, e quando agli Apostoli verrà fissata l’Ora. Per qual giorno verrà stabilita la loro comparsa? Per il Giorno del Giudizio. E che cosa ti farà comprendere che sia il Giorno del Giudizio? Guai, in quel Giorno agli accusanti di menzogna!” (Corano LXXVII; Gli Inviati,8-15)

“Gli accusanti di menzogna ” sono coloro che proclamano la menzogna sionista. Questi sono i falsi profeti annunciati da Gesù (Matteo 24,23-25). Gesù aveva detto parlando della fine dei Tempi:

” Allora, se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o è là, non ci credete. Sorgeranno infatti falsi cristi, (i capi sionisti che pretendono essere il messia) e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli (alcuni militari), così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l’ho predetto.”

Sì, noi siamo stati avvisati e noi avviseremo altri, perché la maggior parte “abbia la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire con sicurezza davanti al Figlio dell’uomo” (Luca 21,36).

Coloro che si sottraggono alla morte

Maometto dice ancora a proposito di questi inviati:

Corano LXXIX; Gli Strappanti,1-11: “Per coloro che si sottraggono alla morte! Per coloro che corrono rapidamente! Per coloro che corrono con leggerezza! Per coloro che precedono i primi per dirigere tutte le cose! In verità, il giorno in cui la terra sarà scossa violentemente, a cui succederà un secondo terremoto, i cuori in quel Giorno, tremeranno; gli sguardi saranno abbassati da umiliazione!”

“Coloro che si sottraggono alla morte”, che “corrono rapidamente” e “con leggerezza” sono gli Apostoli degli ultimi tempi che sono inviati da Gesù per strappare la zizzania, l’erba cattiva, al tempo della mietitura che è il tempo della Giustizia divina.
Essi strapperanno gli empi per salvare i giusti.

Gesù dice a questo proposito nel Vangelo: “…Al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio” (Matteo 13,30). E un po’ più avanti Gesù spiega:

“Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal Suo Regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel Regno del Padre loro.” (Matteo 13,41-43)

Gli “scandali e gli operatori d’iniquità” sono oggi i vaticanesi e altri capi religiosi con tutti i loro scandali nascosti, così pure tutti coloro che sostengono direttamente o indirettamente la Bestia e i suoi alleati.

Il castigo degli empi servirà a “sottrarre alla morte” i giusti.

I compagni di Gesù

Hadith (Nobili Discussioni) 1808, capitolo 370: Gli Apostoli degli ultimi Tempi sono chiamati da Maometto nelle Hadith i “compagni di Gesù”. Essi hanno per missione denunciare la Bestia e pregare per la sua caduta. Maometto dice nella Hadith 1808:

“Il Profeta di Allah, Gesù e i suoi compagni invocheranno Allah che invierà contro Gog e Magog dei vermi che attaccheranno i loro colli. Essi moriranno tutti.” (Leggere tutta la Hadith).

Maometto attesta l’efficacia delle loro preghiere nel combattimento contro l’Anticristo.

Il Cielo nuovo e la Terra nuova, la Restaurazione universale

Il Cielo nuovo e la Terra nuova

Il Vangelo e l’Apocalisse annunciano per l’epoca successiva alla caduta della Bestia una Restaurazione universale e “un Cielo nuovo e una Terra nuova”:

“E poi secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia.” (2 Pietro 3,13)

“Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più… E Colui che sedeva sul trono disse: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose…” (Apocalisse 21,1-5)

Maometto annuncia ugualmente un rinnovamento della creazione:

Corano XXVII; Le Formiche,65: “Forse chi produce la creazione, poi la rinnova e chi vi provvede dal cielo e da la terra sarebbe mai un dio, assieme con Dio? Dì: portate la prova di quanto dite, se siete veritieri!”

Corano XXX; I Rûm,26: “Egli è colui che produce la creazione, indi la rinnova, e ciò è a lui la più agevole; a lui conviene la comparazione più eccelsa nei cieli e la terra; ed egli è il Potente, il Saggio.”

Corano XXI; I Profeti,103-106: “Il terrore massimo non li affliggerà e gli angeli li accoglieranno: ‘questo è il vostro Giorno, che vi è stato promesso’. In quel Giorno, arrotoleremo il cielo come viene arrotolato il volume delle scritture; come abbiamo prodotto la prima creazione, la riprodurremo, è una promessa che ci riguarda, e noi, per certo, la manterremo. Ora, noi abbiamo scritto nei Salmi, dopo l’Avvertimento che la terra l’avrebbero ereditata i miei servi buoni. In questo havvi, in verità, un messaggio per un popolo che serve Dio.”

Dio “riprodurrà la creazione”, cioè la restaurerà. L’Apocalisse adopera le stesse parole a proposito del vecchio mondo che sparirà: “…Quando l’Agnello aprì il sesto sigillo, vidi che vi fu un violento terremoto… il cielo si ritirò come un volume che si arrotola e tutti i monti e le isole furono smossi dal loro posto” (Apocalisse 6,12-14). È il castigo che si abbatte sulla Bestia e i suoi alleati e che farà sparire il vecchio mondo.
Allora nostro Padre “che siede sul trono disse: Ecco, io faccio nuove tutte le cose” (Apocalisse 21,5).

Ecco ancora altri versetti che parlano della Creazione rinnovata e del Cielo Nuovo e della Terra Nuova:

Corano XIV; Abramo,48: “Non pensare che Dio abbia a venir meno alla sua promessa verso i suoi apostoli. Dio, in verità, è potente e vendicativo. Un Giorno la terra verrà cambiata con altra terra e i cieli pure.”

Corano XVII; Il viaggio notturno,101: “Non vedono essi che Dio, il quale ha creato i cieli e la terra ha la forza di creare cosa simile a essi.”

Corano LXXXV; Le Torri,13-14: “…Egli è colui che produce la creazione e che la rinnova. Egli è l’indulgente; colui che ama gli uomini…”

La Bibbia e il Corano sono perfettamente d’accordo su questa Restaurazione o Rinnovamento “dei cieli e della terra”. In che cosa consistono?

La Restaurazione: liberarsi

Per entrare nel Cielo nuovo e nella terra nuova bisogna liberarsi del peso delle tradizioni umane, dei costumi e del fanatismo:

Corano II; La Vacca,165: “Quando vien detto loro: ‘Seguite la legge che Dio ha fatto scendere’, rispondono: ‘No!… Seguiamo gli usi dei nostri padri’.”

Molti, ancora oggi, preferiscono seguire i costumi e le tradizioni umane piuttosto che riferirsi direttamente a un Libro ispirato. Maometto dice:

Corano VII; A’Araf,1-2: “Un libro è stato fatto scendere a te… Seguite ciò che vi è stato fatto scendere, da parte del vostro Signore; né seguite altri patroni oltre lui…”

Maometto indica chiaramente attraverso questo versetto che le Sante Scritture devono essere il nostro solo maestro.

Inoltre Gesù ci chiama alla maturità del giudizio dicendo:

“E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?” (Luca 12,57)

Questo è valido specialmente alla fine dei tempi, perché Maometto dice:

“Temo per voi nient’altro che l’Anticristo; se comparisse e io fossi tra voi, lo confonderò con l’argomento decisivo davanti a voi e senza avere bisogno del vostro aiuto, ma se comparisse e io non fossi con voi, ciascuno di voi dovrà provare a confonderlo. E Allah mi sostituirà presso tutti i musulmani” (Hadith 1808)

In altre parole, in quel momento, il legame diretto con nostro Padre sarà il “retto sentiero”. La gerarchia religiosa fa parte del “vecchio mondo” che scomparirà.

L’Apocalisse dice:

“Non vidi alcun tempio in essa perchè il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio. La città (la Gerusalemme Celeste), non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna (chiesa, moschea, tempio ecc…) perché la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l’Agnello” (Apocalisse 21,22-23; vedere anche il testo “Culto e Luogo del Culto”)

La Restaurazione: L’intimità con Dio

Questo Cielo nuovo e questa Terra nuova consistono nel vivere in intimità con Dio nostro Padre. Maometto dice:

(Corano XXXIX; Le Truppe,68-70): “Verrà soffiato nella tromba… brillerà, allora, la terra per la luce del suo Signore.”

In altri termini, i credenti brilleranno della Luce di Dio. Sarà la Luce dell’Amore. Sarà la Luce della Conoscenza di nostro Padre attraverso la comprensione di tutti i Libri Ispirati.

È il contatto diretto con Dio, da cuore a Cuore, da spirito a Spirito.
Maometto aggiunge:

Corano LXXX; Si Accigliò,33-42: “Però quando il Fragore sarà giunto… In quel giorno vi saranno volti splendenti, ridenti, giocondi.”

La Restaurazione sarà il tempo della Consolazione.
L’Apocalisse dice: “… E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi” (Apocalisse 7,17).

Maometto dice anche:

Corano LXXXIV; Lo Spaccarsi,1-6: “Quando il Cielo si spaccherà… O uomo, tu, invero fai grandi sforzi per giungere al tuo Signore; ebbene lo incontrerai.”

Dopo la caduta della Bestia molti si volgeranno verso Dio. La Restaurazione sarà il tempo dell’Incontro con Dio nostro Padre.

Quest’Incontro si opera nel Pane di Vita.

L’Apocalisse, a proposito dei Vincitori, dice con lo stesso Spirito:

“Vedranno la sua Faccia (la Faccia di Dio) e porteranno il Suo nome sulla fronte.” (Apocalisse 22,4)

Vedere la Faccia di Dio, questo è vivere l’Incontro profetizzato da Maometto.
Giovanni continua dicendo:

“Non vi sarà più notte e non avranno più bisogno di luce di lampada né di luce di sole (non avranno bisogno di templi, di chiese o moschee), perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli.” (Apocalisse 22,5)

Al tempo della Restaurazione, Dio illuminerà direttamente l’uomo, interiormente.

La Restaurazione: Una sola comunità

La Restaurazione si farà anche attraverso l’unione tra tutti i veri credenti. Non ci saranno più barriere, ma un solo Padre con i suoi figli come in Cielo.

Maometto dice a questo proposito:

Corano V; La Tavola imbandita,52-53: “Su te abbiamo fatto scendere il Libro secondo Verità, a conferma del Libro (la Bibbia) precedentemente rivelato e a sua salvaguardia; giudica quindi fra essi (fra Giudei e Cristiani), secondo ciò che Dio ha fatto scendere, e non seguire i loro desideri, scostandoti dalla Verità che è giunta a te; a ognuno di voi abbiamo assegnato una regola e una legge. Se Dio avesse voluto, avrebbe fatto di voi un sol popolo; ma ciò non fece, per provarvi con ciò che vi ha dato. Gareggiate quindi nel compiere le buone opere; tutti ritornerete a Dio e vi farà conoscere ciò intorno a cui siete discordi.”

È attraverso l’Angelo dell’Apocalisse che Dio ci ha illuminati sulle nostre differenze. Queste differenze derivano dalle cattive interpretazioni che si sono accumulate nel corso dei secoli. Nell’intenzione divina e superandone la lettera per raggiungere lo Spirito, non ci sono differenze (vedere il testo “Sguardo di Fede sul Corano”).

Il tempo della Restaurazione è anche il tempo della maturità. Certe differenze che erano di ordine pedagogico sono al presente superate.

Il combattimento feroce contro la Bestia ha trasmesso lo Spirito Santo direttamente e senza intervento umano nel cuore dei combattenti Palestinesi e Libanesi, i due testimoni. La purificazione (battesimo) è operata tramite il sangue versato. Attraverso il loro coraggioso combattimento, essi hanno trasformato l’acqua in sangue. L’Apocalisse cita a questo proposito:

“Essi (i due testimoni) hanno anche potere di cambiar l’acqua in sangue…” (Apocalisse 11,6)

“Essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio poiché hanno disprezzato la vita fino a morire.” (Apocalisse 12,11)

“Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello. Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo santuario…” (Apocalisse 7,14-15)

La loro sofferenza e il loro martirio in questo combattimento contro l’Anticristo li hanno posti davanti al “trono di Dio”. Si sono dati accesso diretto presso Dio. Ciò è più dell’acqua del battesimo che non è che il simbolo di una realtà spirituale.

Maometto dice ancora a proposito dell’unione dei credenti:

Corano XXI; I Profeti,89-93: “Pure Zaccaria… invocò il suo Signore: ‘Signor mio, non mi lasciar solo; però tu sei il migliore erede’. Allora lo esaudimmo; e gli accordammo Giovanni, e atta alla prole rendemmo a lui sua moglie; gareggiavano nel fare il bene e ci invocavano con amore e timore, e si umiliavano davanti a noi. E colei che ha preservato la sua verginità… E noi alitammo in essa del nostro Spirito, e facemmo, di essa e di suo figlio, un Segno, per le creature. Questa comunità che è la vostra è una comunità unica e io sono il vostro Signore! Adoratemi dunque! Essi si separarono gli uni dagli altri, ma ritorneranno tutti verso di noi.”

Nell’ottica di Dio c’è una sola e medesima comunità.

Maometto insiste su questo punto e dice:

Corano XXIII; I Credenti,51-56: “Noi demmo a Mosè il Libro, perché essi fossero diretti, facemmo inoltre del figlio di Maria e di sua madre un Segno, e demmo ad ambedue un ricovero su un’altura tranquilla e con acqua corrente. O voi i Profeti, mangiate delle cose buone e fate del bene; ecco io conosco bene ciò che fate; questa comunità che è la vostra è veramente una comunità unica e io sono il vostro Signore; temetemi dunque! Ma si frazionarono fra di loro in sette; ogni partito è contento di ciò che è suo proprio. Però lasciali nel loro abisso fino a un tempo.”

Sono gli uomini che si sono divisi. Dio fin dall’inizio, non ha voluto che una “comunità unica”.

Per altro Maometto aggiunge:

Corano XLII; Il Consiglio,11-14: “Egli ha prescritto a voi, per religione, quello che raccomandò a Noè e quello che noi rivelammo a te, e quello che raccomandammo ad Abramo, a Mosè e a Gesù: ‘Osservate la religione, e non dividetevi in sette’…Dio eleggerà per sé (a questa Religione), chi vorrà, e dirigerà a sé chi si converte, pentito. E non si divisero se non dopo che venne a essi la Scienza di blasfemi tra loro… Perciò invita alla fede gli uomini, e segui la via retta, come ti è stato ordinato, né seguire i loro vani desideri e dì: ‘Io credo nelle Scritture che Dio ha rivelato, ed è stato ordinato a me di stabilire la giustizia fra di voi, Dio è il Signore nostro e Signore vostro; a noi le nostre azioni a voi le vostre azioni; né vi sia litigio fra voi e noi; Dio ci riunirà, e a lui è il Ritorno’.”

Questa riunione e il suo Ritorno si compiono oggi attraverso il testo “Sguardo di Fede sul Corano” che è stato ispirato e chiesto da nostro Padre e in particolare da Maria, la Madre di Gesù.

Dopo questo testo ispirato, tutti quelli che vorranno continuare a discutere sono condannati da Maometto stesso quando dice:

“Quelli poi che disputeranno intorno a Dio, dopo che gli è stata prestata ubbidienza, il loro argomento falso, presso il Signor loro; sopra di essi la collera, e a essi un castigo violento” (Corano XLII; Il Consiglio,15)

Questo testo condanna tutti coloro che per fanatismo vogliono continuare a discutere e a seminare la divisione dopo aver ricevuto la luce attraverso l’Angelo dell’Apocalisse.
È di lui che l’Apocalisse dice:

“Vidi un altro Angelo discendere dal cielo con grande potere e la terra fu illuminata dal suo splendore…” (Apocalisse 18,1)

E anche:

“Vidi poi un altro Angelo, possente, discendere dal cielo, avvolto in una nube, la fronte cinta di un arcobaleno, aveva la faccia come il sole e le gambe come colonne di fuoco.” (Apocalisse 10,1)

Il suo viso è come il sole poiché egli ci porta la Luce di Dio.

E Maometto ispirato da nostro Padre lo chiama “il più grande testimone presso il Signore dell’universo” (Hadith 1815).

Seguiamo dunque la sua testimonianza e riconosciamo che siamo tutti figli di un solo Padre. Da questo momento rendiamo Gloria a Dio per il compimento della profezia di Gesù:

“E ho altre pecore che non sono di questo ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore.” (Giovanni 10,16)

Infine i seguenti versetti del Corano sottolineano il fatto che nell’ottica di Dio non c’è che una sola fede che include il Giudaismo, il Cristianesimo e l’Islam. È la fede dei Credenti Indipendenti di oggi, spogliati di tutto il fanatismo e riuniti attorno a Gesù, il Messia di Dio, Maria, la Madre di Gesù e Maometto:

  • Vedere Corano IV; Le Donne,124 & 135 & 149-151
  • Corano VI; Il Gregge,162
  • Corano XVI; Le Api,124

Il grande giorno della Riconciliazione

Dopo la caduta della Bestia il nostro Buon Padre proclamerà il Grande Giorno della Riconciliazione.

Gli Ebrei di buona fede chiederanno perdono per le sofferenze causate ai Palestinesi e ai Libanesi e per avere aderito al Sionismo.
I Cristiani sinceri chiederanno perdono per le sofferenze passate causate agli Ebrei e per il loro sostegno al Sionismo.
I Musulmani pentiti chiederanno perdono per il loro fanatismo e la loro chiusura nei confronti del Vangelo. E i Cristiani lo stesso ecc…

Ciascuno farà il proprio mea culpa sinceramente e pubblicamente, dal profondo del cuore, prima di raggiungere la grande Famiglia della Gerusalemme Celeste descritta nell’Apocalisse. L’Apocalisse dice a questo proposito in relazione al Ritorno di Gesù:

“Ecco, viene sulle nubi e ognuno lo vedrà; anche quelli che lo trafissero e tutte le nazioni della terra si batteranno per lui il petto. Sì, Amen!” (Apocalisse 1,7)

Il grande profeta Zaccaria aveva già annunciato questa lamentazione:

“Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a Colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito. In quel giorno grande sarà il lamento in Gerusalemme simile al lamento di Adad-Rimmòn nella pianura di Meghìddo. Farà il lutto il paese, famiglia per famiglia.” (Zaccaria 12,10-12)

Gli uni si lamenteranno con lacrime di pentimento per la loro salvezza, gli altri, gli induriti si lamenteranno sulla loro sconfitta.

E Isaia ha profetizzato:

“Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che è finita la sua schiavitù, è stata scontata la sua iniquità, perchè ha ricevuto dalla mano del Signore doppio castigo per tutti i suoi peccati (vedere Apocalisse 18,6-8). Una voce grida: ‘Nel deserto (apocalittico) preparate la via al Signore. Appianate nella steppa la strada per il nostro Dio. Ogni valle sia colmata, ogni monte e colle siano abbassati (l’orgoglio umano), il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso (tutti i tipi di deviazione) in pianura; allora si rivelerà la gloria del Signore e ogni uomo la vedrà, poiché la bocca del Signore ha parlato.” (Isaia 40,1-5)

La Gloria di Dio si rivelerà attraverso il Trionfo definitivo del suo Messia, Gesù di Nazareth, e attraverso la caduta definitiva di Israele, l’Anticristo annunciato.

La Gloria di Dio si rivelerà attraverso il Grande Giorno della Riconciliazione che sarà il preludio del Cielo Nuovo e della Terra Nuova “Ecco, io faccio nuove tutte le cose” (Apocalisse 21,5).
Esso sarà un giorno di Resurrezione collettiva:

“Il mare (simbolo delle nazioni) restituì i morti (spirituali) che esso custodiva, la morte e gli Inferi resero i morti (spirituali) da loro custoditi e ciascuno venne giudicato secondo le sue opere.” (Apocalisse 20,13)

Maometto ha ugualmente parlato di questa Resurrezione:

Corano XX; La Le lettere T. H.,99-110: “Così noi raccontiamo a te storie di ciò che è passato e ti abbiamo dato da parte nostra un Avvertimento. Chi si scosterà da esso, certo egli, nel Giorno della Resurrezione, porterà un carico, sotto il quale rimarrà eternamente, e ben gravoso sarà per essi, il Giorno della Resurrezione. Il giorno in cui verrà soffiato nella tromba!…In quel giorno non gioverà l’intercessione se non di colui al quale il Misericordioso permetta di intercedere e che sia accetto a lui, per ciò che dirà…Umili saranno i loro volti davanti al Vivente, al sussistente per se stesso…”

Questa Resurrezione corrisponde alla prima Resurrezione (Apocalisse 20,5), quella dell’anima che resuscita al contatto vivificante col suo Creatore. Questo accadrà nel momento in cui “verrà soffiato nella tromba”, cioè il momento in cui l’Apocalisse, la tromba di Dio, sarà rivelata.
Molte anime resusciteranno in quel momento, perchè esse potranno liberarsi dalla rete del Sionismo e del materialismo che li aveva intrappolate.

La Restaurazione: il Pane di Vita in famiglia

L’ultima ricompensa ai fedeli sarà l’intimità con Dio attraverso la “Tavola imbandita che discende dal Cielo” (Corano V; La Tavola,114), il Pane e la Coppa di Vita. Maometto insiste molto sull’importanza di questa Coppa di Vita (vedere il Pane di Vita nella Bibbia e nel Corano) e dice tra altro:

Corano LXXVI, L’Uomo,11-20: “Così Dio li ha preservati dall’infelicità di quel Giorno, ha versato su di loro splendore e gioia, e li ha premiati, per ciò che furono pazienti, con un Giardino (il Paradiso) e abiti di seta. Reclinati, ivi, sopra letti elevati, non soffriranno, colà, né calore di sole, né freddo intenso, alberi (del Giardino) vicini li copriranno delle loro ombre e i loro frutti verranno dolcemente abbassati per venire colti facilmente. Verranno inoltre portati intorno, per essi, vasi d’argento e vassoi, come ampolle di vetro, ampolle di vetro simili ad argento, che essi misureranno a loro piacere. Verrà loro, colà, dato da bere con coppe, la cui miscela sarà di zenzero, di una sorgente che ivi si trova, chiamata Salsabîl. Andranno in giro, attorno a essi, garzoni eternamente giovani (degli angeli o dei santi), che se tu li vedessi, li giudicheresti perle sparse. Se tu vedessi ciò, tu vedresti delizie e un fasto reale.”

La Restaurazione si farà attraverso il Pane e la Coppa di Vita, il Corpo e il Sangue di Gesù, presi nell’intimità delle case, da cuore a Cuore, nella semplicità e nell’Amore.

Conclusione

È bello e toccante scoprire come Dio nella sua Sottigliezza Infinita ha ispirato a Maometto questi aspetti dell’Apocalisse utilizzando gli stessi termini di Giovanni.

Per questo motivo, egli risveglia la nostra attenzione e ci incoraggia a consultare il Libro dell’Apocalisse che riguarda in particolare il nostro tempo. È il tempo del trionfo finale di Dio su tutti i suoi nemici.

Il Corano dice:

Corano LVIII; La Disputante,21-22: “Dio ha detto: ‘Prevarrò, certamente, io e i miei profeti’; certo, Dio è forte e potente.”

Noi siamo alla Porta del Trionfo di Dio e della Restaurazione Universale annunciata. Ciascuno e ciascuna sono chiamati a questo Rinnovamento purché noi indossiamo l’abito per le nozze (Matteo 22,11-13) e ci spogliamo di tutti i fanatismi. Siamo invitati al Grande Banchetto di Dio, alla Tavola di Festa della quale parla Maometto (Corano V; La Tavola,114).

Siamo chiamati a formare insieme questa grande Famiglia umana, secondo le parole di Gesù: “Nell’attesa di quello che deve capitare: l’amore dell’uomo per l’uomo suo fratello e per il Soprannaturale”. (Messaggio a Pierre 2, 1960).

E come Maometto aveva predetto:

“Dio ci riunirà, e a lui è il Ritorno…” (Corano XLII; Il Consiglio,14)

Egli dice ancora:

“Affrettatevi a gara a ottenere il perdono da parte del vostro Signore, e verso un giardino la cui ampiezza è come l’ampiezza del cielo e della terra, preparato per quelli che avranno creduto in Dio e nei suoi profeti; tale è la grazia di Dio, che Egli concede a chi vuole, perchè Dio è il Possessore della grazia insigne!” (Corano LVII; Il Ferro,21)

È con questa sovrabbondanza che Dio riverserà la sua grazia per rigenerare i veri credenti nel tempo della Restaurazione Universale. Questa sarà una nuova Pentecoste.

Fortunatamente nostro Padre ha atteso la fine dei tempi per unire le comunità, perchè visto il tradimento del Vaticano, bisognava che i nostri fratelli combattenti figli di Fatima che combattono la Bestia, potessero evolvere liberamente e seguire l’impulso dello Spirito che li anima. Questi sono i nostri fratelli beneamati dei quali noi siamo fieri e che noi amiamo e sosteniamo tramite le nostre preghiere. Essi conducono la Lotta di Liberazione sotto la bandiera di Santa Giovanna d’Arco.

Come Gesù aveva annunciato, bisogna attendere l’ora della mietitura (la fine dei tempi) prima di strappare la zizzania (i soggetti del Maligno), per la paura che il grano (i soggetti del Regno) venga anch’esso strappato:
Gesù dice ai suoi angeli:

“…Non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio.” (Matteo 13,24-30 e 36-43)

Bisogna lasciare evolvere il male sionista per smascherare gli empi (vedere 2 Tessalonicesi 2,9-12) e rivelare il profondo del cuore dei veri amici di Dio. Tale è la Saggezza di Dio.

La Bestia alla fine dei conti sarà servita al Piano di Dio per unire tutte le comunità spirituali del mondo intero attorno a Gesù, Maria e Maometto, per la maggior Gloria del nostro tenero Padre.

Alla fine dei conti i credenti indipendenti di “tutte le nazioni, razze, popoli e lingue” (Apocalisse 7,9) si uniranno per proclamare d’un solo cuore e d’una sola voce basandosi su tutti i Libri Ispirati:

  • Gesù è il Messia di Dio.
  • Maria è la Madre Immacolata del Messia e nostra Madre.
  • Maometto è il profeta beneamato di Dio.
  • La Bestia, l’Anticristo, Al Massih al Dajjal è Israele. Dio manifesterà la sua potenza distruggendo la Bestia molto presto.
  • Dio rinnoverà la terra.
  • Gesù ritorna per restaurare ogni cosa.
  • Gesù ci riunisce attorno alla sua Tavola Celeste e ci invita a formare questa unica comunità legata dal legame sacro dell’Amore.

Inoltre le profezie apocalittiche di Maometto e di Giovanni si compiranno:

“Un Giorno tu vedrai i credenti e le credenti mentre la luce correrà avanti ad essi e alla loro destra… Questa sarà la felicità grande” (Corano LVII; Il Ferro,12)

“In quel Giorno, il ritorno si farà verso il tuo Signore. Vi saranno in quel Giorno volti splendenti che volgeranno lo sguardo verso il loro Signore.” (Corano LXXV; La Risurrezione,12-23)

“A lui appartiene il Regno dei cieli e della terra, e a Dio verranno ricondotte tutte le cose.” (Corano LVII; Il Ferro,5)

“Il regno del mondo appartiene al Signore nostro e al suo Cristo… Noi ti rendiamo grazie, Signore Dio onnipotente, che sei e che eri, perchè hai messo mano alla tua grande potenza, e hai instaurato il tuo regno. Le nazioni si sono infuriate, ma è giunta l’ora della tua ira, il tempo di giudicare i morti, di dare la ricompensa ai tuoi servi, ai profeti e ai santi e a quanti temono il tuo nome, piccoli e grandi e di annientare coloro che distruggono la terra.” (Apocalisse 11,15-18)

BR (In onore della nostra Signora di Fatima, il 13.05.2010 / riveduto il 01.06.2010)